domenica 14 novembre 2010

La volpe e il part-time

Ron Tandberg
Tutte le volte che mi sento dire che la soluzione a tutto, anche al raffreddore, è il part-time mi si rivoltano le budella. Va bene sì che lavorare meno è sempre meglio che lavorare troppo ma ottenere il part-time cambierebbe notevolmente diversi aspetti della mia vita.

Prima cosa non so neanche come si faccia a chiedere il part-time. Poi se chiedessi il part-time non me lo darebbero. Inoltre se mi concedessero il part-time dovrei cambiare il contenuto del mio lavoro perché, non è presunzione o onnipotenza, ma il mio lavoro non è esercitabile a tempo ridotto. Vale lo stesso discorso per il Doc. Un pediatra non può mica arrivare un giorno e dire: ragazzi, sai cosa c'è? Da oggi lavoro la metà. Probabilmente sono disorganizzata, inefficiente, sotto-strutturata ma io lascio ogni giorno il lavoro con la sensazione che avrei avuto bisogno di altre tre, quattro ore. 

E se è vero che sono sempre in affanno, riuscirei a fare anche meno in quattro o sei ore, o no?

Vorrei poi un elenco di mestieri che si possano esercitare part-time. Giusto per capire se ce ne è uno a cui potrei aspirare e di cui potrei valutare le conseguenze, soprattutto dal punto di vista economico.

Se lavorassi part-time e quindi il mio lavoro cambiasse contenuto, infatti, verrei ovviamente pagata meno e non solo perché lavorerei meno ore, ma anche perché quello che farei varrebbe meno.

Tornando a casa prima dovrei dunque occuparmi della casa, sai che fatica? Probabilmente dovrei pure stirare e io lo detesto.

Con il part-time mi toccherebbe pure tornare a fare un po' di sport, perché a quel punto il tempo ci sarebbe e il jogging e lo stretching al parco non avrebbero prezzo.
 
Trovandomi ogni giorno ad uscire prima, dovrei subire quotidianamente lo sguardo interrogatorio e supponente dei colleghi che invece loro sì che lavorano, mica come me che lavoro mezza giornata. Dovrei ricordare al mio capo che no, non ho chiesto un permesso ma quello è il mio orario e lui il giorno dopo me lo richiederebbe di nuovo perché se lo dimentica ogni volta.

Con il part-time niente più trasferte perché non ci sarebbe tempo per andare e tornare.

Part-time mi sentirei sola, lì a godere di tempo libero senza il Doc che fa il full-time. E al suo rientro non avrei più scuse: mi toccherebbe cucinare più decentemente ogni santo benedetto giorno.

Ah, stavo per dimenticare, dovrei pure andare alle feste dei bambini dal lunedì al venerdì ;-)

61 commenti:

Ondaluna ha detto...

Beh, io penso che il part time in realtà potrebbe essere pieno di tante altre gradevoli cose (per me, è ovvio). Perché il tempo in realtà, è pieno di quello che ci metti dentro.
Forse non stirerei, e forse non farei nemmeno sport.
Capisco profondamente che quello che ci racconti è quello che pensi ed in cui credi, e da una parte mi piaci anche per questo, perché hai il coraggio di portare avanti delle scelte, e nello stesso tempo sai anche ammettere quando ci sono quei giorni "no" in cui queste scelte ti fanno anche stare un pò male.
Ma over of all, questo è il tuo modo di scegliere la vita, ed io penso che vada rispettato per questo. Non c'è niente di più importante della soddisfazione e della fede in quello che si fa.

Cristina ha detto...

Hai ragione forse non esistono lavori che si possono svolgere part-time.
Ma io faccio un part-time, sono una modellista e vengo pagata come una rifinitrice, le mie colleghe mi guardano male, ha dimenticavo svolgo un lavoro da modellista lavoro con il computer, faccio corsi di aggiornamento ma vengo sottopagata.
non faccio sport, pulisco la casa e faccio pure la cena.
Ma lo sai che ti dico per nulla al mondo rinuncerei a trascorrere i pomeriggi con i miei figli, per nulla al mondo rinuncerei a portare loro a destra e sinistra e pure alle feste di compleanno, i miei figli sono un po' più grandi dei tuoi ma ti assicuro avere la loro mamma che sta con loro i pomeriggi fa la differenza.
Con questo, scegliamo quello che vogliamo, io ho scelto di rinunciare a qualcosa per avere in cambio quello che amo di più.
un abbraccio

supermambanana ha detto...

sono molto in sintonia con questo post, per il mio lavoro il part-time e' un ossimoro, nun ze po' ffa. Non perche' come dici tu e' un lavoro speciale o chenneso ma proprio perche' se vuoi il part time devi per me (sono in accademia) devi praticamente scegliere solo alcuni aspetti del lavoro, non puoi farlo a 360gradi, in particolare il parttime funziona bene per tutti i task amministrativi ovviamente, potrebbe (ma non e' detto) funzionare per la parte insegnamento, nel senso che magari fai un corso soltanto o meta' corso con un collega, anche se poi le correzioni dei compiti e gli esami le devi consegnare per una certa data comunque, e gli studenti li devi sentire, non puoi (non me la sento io comunque) di dire ragazzi per questa domanda ripassate domani che oggi sono a meta'. Ma soprattutto la parte ricerca sarebbe impossible da partimizzare, come faccio io sono in fulltime e sono perennemente in annaspo, leggo gli articoli di notte quando i bimbi sono a letto, scrivo idem, perche' durante il giorno ci sono altre incombenze piu' pressanti, figurati che anche quando ero in maternita' mi son mantenuta al corrente leggiucchiando qui e li' e ciononostante i mesi passati senza fare ricerca attiva sono stati complicatissimi da recuperare poi quando sono tornata in full speed, se sentiva che nei mesi passati il mondo era andato avanti e tu eri rimasta al palo, in realta' sto ancora recuperando, e ho finito la maternita' 4 anni fa! Anche in dipartimento, e non voglio essere snob o classista, ma il part time lo hanno voluto e ottenuto (perche' qui si usa eh?) in amministrazione, ma di accademici non lo vedo neanche entrare nelle priorita', a meno che uno non decida appunto di cambiare orientamento e lasciare la parte ricerca da parte. Cosa che qui pero' - in UK dico - non e' molto possibile se lavori in una universita' che punta alla ricerca, andrebbe a finire che per le tue esigenze l'intero dipartimendo potrebbe soffrirne, quando si fanno le periodiche verifiche sulla ricerca si noterebbe il tuo "buco", quindi ti senti tu in dovere di far qualcosa, o andartene, o passare in amministrazione, ma io non me la sento di lasciar andare i miei anni di studi, il dottorato eccetera. Poi c'e' un altro aspetto importantissimo per me. Qui (intendo in genere nei mumblogs, mammacattiva il tuo post sull'amore assoluto ce l'ho ben presente) si parla spesso di mettere le esigenze dei bimbi davanti eccetera. Ebbene, io quando penso (perche' nelle notti di frustrazione davanti ai fogli bianchi, benche' virtuali, una ci pensa eccome) a lasciare tutto, che non ci riesco, le sinapsi stanno alle pezze, non si scrive manco una ricetta di cucina figurati, mi vengono in mente i miei bambini e devo dire che invece di rafforzare la mia eventuale decisione di mollare, il pensiero dei loro visetti mi fa venir voglia di tener duro, perche' quando parlano della loro mamma che lavora in universita' e quando magari gli racconto di cose che faccio, delle conferenze (dove spesso me li porto) i loro sguardi orgogliosi sono impagabili, come faccio a dirgli che invece sarebbe meglio se mollassi? Non voglio 'deluderli' e lo metto fra virgolette con tutti i grani di sale del caso, e allo stesso tempo mi preme molto trasferire il messaggio della mamma (e quindi della donna) che lavora NON per la pagnotta - non ho MAI detto ai miei bimbi che 'mamma deve andare a lavorare per fare i soldini', ho sempre pensato che dia un messaggio negativo, come a dire se si avesse tanti soldi mamma potrebbe stare a casa, che non e' assolutamente vero, lavorare e' importante, bello, appagante, realizzante di per se', specie per una donna (che vuol lavorare ovviamente non e' l'unico mondo possibile of course).

supermambanana ha detto...

PS scusa il ranting, non rileggo che ho fretta, visto che sto rubando mezzora di domenica mattina che i bimbi giocano tranquilli per recuperare qualche email lasciata in sospeso ieri - a proposito del lavorare parttime, qua si lavora neanche full ma proprio overflow time!

supermambanana ha detto...

e mi tocca fare un altro appunto, di sto commento a rate: ho letto meglio ora e ho letto anche il commento di cristina: forse perche' qui in UK la situazione e' un po' diversa, l'atteggiamento verso il parttime (che puo' essere anche maschile eh?) diverso, ma io non mi son mai posta il problema di che dicono i colleghi o il mio capo, non e' quello il punto. Cioe' se il punto deve essere che non si vuol perdere la faccia, allora magari c'e' da ripensarci, magari se e' soltanto quello il motivo c'e' da riprioritizzare, fra tutte le paturnie che c'ho io pensare anche alle reazioni dei collegni mi pare eccessivo :-) :-) :-) (metto un buon numero di smiley tanto per andare sul sicuro che la cosa non e' polemica eh?)

PaolaFrancy ha detto...

allora ... io faccio una sorta di part-time verticale, nel senso che lavoro come una matta 12 ore al giorno per sei mesi e gli altri 6 mesi sto a casa (per modo di dire e tu lo sai...)
sinceramente questa soluzione mi piace perche' in effetti anche il mio lavoro non si potrebbe svolgere per poche ore al giorno e, soprattutto, non si potrebbero gestire le urgenze quotidiane (che in uno showroom significa ricevere un cliente giapponese alle 8 di resa perche' deve asolutamente comprare prima di prendere il volo intercontinentale ...!)
a me piacerebbe piu' che altro riuscire a gestire il lavoro autunomamente, in modo da poter gestire le mie cose, i miei appuntamenti liberamente e riuscire a ritagliare degli spazi per me (ma credo che, vista la mia indole, anche in quel caso lavorerei 15 ore su 24 ...)

paola
p.s. ma questo giallo? sai che ti sta bene? :-)

giuliana ha detto...

ricordo il periodo di allattamento, quando uscivo dall'ufficio alle 16.30 (insomma, quello era il mio orario, nella realtà non è che succedesse sempre), schivando le riunioni fissate sempre alle 18. come sai la storia era un po' complicata, ma il succo è che ricordo quei pomeriggi come un abisso: il bambino, la casa, la cena, e soprattutto nessuno con cui comunicare - oltre al piccolo che all'epoca al massimo chiamava "mamma". ho ricominciato a respirare un po' quando ho ripreso l'orario normale. e poi ho aperto il blog, per il bisogno di essere di nuovo una persona.
però ho una collega, direttore creativo, che ha fatto il part time per anni, riuscendoci, e soprattutto non sottraendo valore a quello che faceva. perché una cosa di cui sono convinta è che le 8, 10, 12, 15 ore di ufficio che ci spariamo tutti i giorni non sono veramente 8, 10, 12, 15 ore di lavoro. sarebbe impossibile, nessuno può tenere la concentrazione così a lungo, senza assumere sostanze.
molto tempo fa qualcuno nell'azienda in cui lavoravo fece un'indagine, analizzando i file di log delle persone, e saltò fuori che anche i più tiratardi, in realtà, dedicavano al lavoro non più di 6, 7 ore. e magari uscivano a notte inoltrata.
insomma, credo anch'io che si tratti di una scelta, e che si debba poter fare, perché l'impatto reale sul lavoro non è devastante come ce lo immaginiamo.

francesca ha detto...

Premetto che per me non e` questione di carriera ma di soddisfazione in cio` che faccio!
Forse e` anche una questione di egoismo siamo tanto presi dal "nostro" lavoro, ....... che il tempo non basta mai. Qualcuno, qualche tempo fa mi ha detto proprio cosi`: sei cosi` egoista che non pensi ad altro che al tuo lavoro! Ci ho pensato su.....non ho cambiato lavoro , ma ho cambiato citta`, struttura, ho cominciato ad occuparmi della mia famiglia a cucinare e fare passeggiate. Sono passata dalle 12:00-14:00 ore al giorno a 8:00 10:00 ore, il sabato e la domenica non lavoro piu` e sono piu` felice.....Part time qualche volta ci penso.... vedremo.
francesca

lucida follia ha detto...

Certo, il part time non è la Soluzione (con la "S" maiuscola) a tutti i problemi delle donne, ma sicuramente è un buon mezzo per conciliare i ruoli di lavoratrice e di madre. Lo dice una che dopo dieci anni di part time (con pesanti ripercussioni sulla carriera lavorativa) è stata costretta dall'azienda a tornare a lavorare a tempo pieno.
Credo, comunque, se il titolo del post non inganna, che questo anche Luisa lo sa....

Improvvisamente in quattro ha detto...

Io invece il part time lo vorrei proprio, perchè riuscirei a coltivare un po' di più il mio essere persone e non solo mamma, moglie e lavoratrice. Perchè riuscirei a dedicare un tempo migliore ai bambini e per mille altri motivi.
Sono d'accordo con te sul fatto che non tutti i tipi di lavoro siano compatibili con il part time, ma mi viene anche da considerare che se ogni giorni, dopo aver lavorato più di otto ore, c'è sempre la sensazione che saresti dovuta star lì altre 3 o 4 ore, c'è qualcosa che non va nell'organizzazione del lavoro.
Oltretutto per me part time è sinonimo di flessibilità, che oggi in italia manca ancora molto perchè si è troppo legati alla logica del cartellino da timbrare.
Se avessi la possibilità di lavorare veramente per obiettivi e di gestire veramente il mio tempo lavorativo, allora non mi porrei il problema del part time, ma visto che oggi la logica è ancora "se stai al lavoro fino a tardi allora vuol dire che vali e che puoi dare" il part time lo vedo veramente come una delle soluzioni migliori per me.
Il punto è sempre quello: quello che una donna vuole e pensa sia meglio per sè, rispettarlo anche se si discosta dal tuo modo di vedere e soprattutto che ci sia la possibilità (vera) di scegliere.

Silvietta ha detto...

mi unisco al commento di Impro.in4, qui sopra.
tu sai bene, io ho un part time lungo, eppure ci sono state circostanze in cui mi sono dovuta adattare a tempi ben oltre il full time. Allora che cosa mi rende contenta? il fatto di essere riuscita a negoziare non il tempo, ma gli obiettivi per cui lavoro. questi, mi appagano. E mi consentono di lavorare per altri committenti creando un bel circuito di idee... (Poi, certo, ci sono i contro: stirare perché già che sono a casa...e magari mi faccio lo scrupolo di guadagnare poco... ma sai anche questo ;-) ) mi rendoconto di essere fortunata - ma lotto anche ogni giorno per "difendere" la posizione- forse, l'unico merito che ho è di credere, sempre e comunque, che quando il lavoro e i suoi obiettivi non mi risuonano più dentro è l'ora di cambiare (che ripetitiva ;-) ;-) :-D). ma questa, è un'altra storia rispetto alla discussione se il part time è o no una Soluzione- forse è la storia di un'ottimista in lotta contro i tempi ;-) dai, che ci diamo reciprocamente forza: questo giallo è solare!!!

Mamma in 3D ha detto...

Come al solito, qui ho la sensazione di non c'entrarci per niente ;-)
Però ti lascio lo stesso qualche parola, perché paradossalmente ho trovato molto di mio in queste tue considerazioni: sono perfettamente simmetriche alle motivazioni per cui il tempo passa e io continuo a voler mantenere la mia condizione di mamma anzi, diciamo pure l'orribile parola, casalinga FULL-TIME.
Anch'io mi guardo dentro e capisco che non accetterei di dover rivoluzionare completamente molti aspetti della vita mia e della mia famiglia... insomma sono anch'io, a mio modo, un tipo da "o tutto o niente".
Quindi comprendo quello che scrivi e mi vien anche da dire che quella che sembra la soluzione per tuttO può non essere necessariamente la soluzione per tuttI.

M di MS ha detto...

Con le tue competenze potresti fare la consulente da domani mattina.
Pensaci.
Secondo me potresti farcela brillantemente.

Silvietta ha detto...

http://usedtobesomebody.blogspot.com/2010/11/when-part-time-becomes-workshy.html

CosmicMummy ha detto...

premesso che ognuno sa cosa vuole dalla propria vita e dal proprio lavoro, e che è giusto che in alcuni casi il part-time sia un diritto.
ma ci sono lavori in cui il part time è impensabile. lavori di responsabilità, lavori che non puoi misurare con le ore che sei seduto alla scrivania. anche io sinceramente non lo vorrei. mi piace pensare anche che il mio lavoro, il mio cervello, siano così importanti da essere necessari per ai miei colleghi per tutto l'orario lavorativo e non solo per metà tempo.

rosa ha detto...

com'è che riesci sempre ad accendere queste scoppiettanti tvole rotonde tra chi sì e chi no, chi forse e chi mmhhh mo' ci penso??!!

io ho chiesto il part-time ancora prima di restare incinta. anzi: l'ho chiesto in fase di colloquio specificando che avevo in programma una gravidanza, cioè che proprio la stavo già cercando! una roba da folli eh? eppure... :-)

quindi ora che ho sia il part-time che una pupa, non potrei desiderare di più.

riconosco che la mia è una situazione speciale per via del lavoro che faccio. riconosco altresì (ma come scrivo???) che ognuno DEVE essere libero di scegliere che donna/moglie/mamma/lavoratrice/amica/vicinadicasa vuole essere.
amen

Serena ha detto...

Brava mamma cattiva, hai lanciato una bella discussione. Prima di tutto l'ambiguità tra il titolo e il contenuto del post, che fanno pensare a due cose opposte. Invece mi sembra di capire che tu ti senti veramente nel mezzo, tirata da una parte dalla voglia di partecipare a feste di compleanno con pizzette alle 4 del pomeriggio, all'altra in cui ti senti una donna soddisfatta del proprio lavoro, a tratti difficile, sicuramente pesante, ma che ti da le tue soddisfazioni (capisco male?). Ognuno fa le proprie scelte, è vero, ma le scelte sono sempre un compromesso tra più cose che ci piacerebbe fare (o che dobbiamo fare).

Io non credo che ci siano lavori che non si possono svolgere part time. Anche il doc se volesse potrebbe. Immagino che lui abbia degli orari di lavoro, e allora basta ridurli la metà, e tagliare il numero di pazienti (io conosco medici che lavorano part time e non vedo il problema).
Il discorso della ricerca che solleva supermambanana mi lascia anche un po' in dubbio.
Quando sono diventata mamma, ero al mio secondo postdoc e ho iniziato a lavorare part time. Lasciavo il Vikingo alle 9 e lo riprendevo alle 15 dall'asilo. Quello è stato l'anno in assoluto più produttivo. Io sono d'accordo con quello che ha scritto Giuliana: non esiste nessuno al mondo che possa lavorare così tante ore in modo produttivo. Non solo, questa lotta feroce contro il tempo per aumentare la produttività non funziona e fa lavorare peggio, in modo meno efficiente e diventa frustrante. L'ideale sarebbe lavorare misurando la produttività a seconda degli obbiettivi raggiunti, piuttosto che in ore di lavoro. Ma per ottenere questo si dovrebbe cambiare l'intera mentalità del mondo del lavoro.
E questo è tutto un'altro problema.
Grazie per questo post MC!

Mamma Cattiva ha detto...

Carissime tutte, avevo bisogno di voi, lo ammetto. Il titolo doveva suggerirvi qualcosa perché come nella favola di Esopo mi distruggo quotidinamente nella ricerca dell'uva dolce, quella buona che ti si scioglie in bocca e per andare avanti spesso mi crogiolo in quelli che sono i vantaggi di un lavoro stimolante, faticoso sì, ma che tiene viva la mia anima in pena. Spero che la conversazione continui perché i diversi punti di vista e le diverse scelte mi pungolano e mi suggeriscono delle opportunità. Sono ancora lontana da una soluzione ma almeno ho in testa di trovarla, di crearmela.

@Ondaluna - "Il tempo è pieno delle cose che ci metti dentro". Già...e quando ne metti dentro troppe devi capire cosa sei in grado di togliere.

@Cristina - E invece anche io capisco quanto sono impagabili i pomeriggi con i nostri figli ma per avere questi pomeriggi dovrei rinuciare a qualcosa che non è più importante di loro ma lo è quel tanto che se non ci fosse lo rimpiangerei. Se svolgessi mansioni che non mi valorizzano o fossi sottopagata non avrei dubbi che non avrei rimpianti ma quando tutto sommato quelli che fai ti piace la scelta è difficile.

@Supermambanana - Quando parlo di lavoro speciale, almeno tu lo hai interpretato così, intendo appunto un lavoro per cui non sono sufficienti le ore di un tempo ridotto. Lo è anche quello della casalinga se questo viene concepito e vissuto come a tempo pieno. Hai descritto lo svolgimento delle attività esattamente come le vivo io e il punto chiave è quello in cui sentiamo di voler proseguire anche per un modello da trasferire ai nostri figli.

@Paola - Ecco, tu lo sai, io vivo sempre in stato di urgenza. La tua formula non è tanto male. Il tuo tempo autonomo ce l'hai quando non lavori, o no?

PS Ma è giallo? Non è verde acido? ;)

@Giuliana - Posso capire questo discorso della produttività ma per me ci sono numerose riunioni passate ad accogliere input che poi però devono trasformarsi in output (i miei log file) e le 8 ore non bastano mai. Sarò incapace a prioritizzare o a dire di no ma sono sempre in ritardo su tutto.

@Francesca - Già sarebbe qualcosa. Nel post ho voluto esagerare ma a me piacerebbe tornare a fare le cose di casa (stirare no, eh?), cucinare divertendomi e invece è tutto una lotta all'ultimo minuto.

@Lucida Follia - Ogni tanto facciamo a cambio di nick? ;) Vedo che non ti è sfuggito il titolo :)

@Improvvisamente in 4 - Infatti io mi sto mettendo in discussione. Dove sbaglio?
Forse non sono poi così libera di scegliere.

@Silvietta - In teoria anche io lavoro per obiettivi ma vivo un contesto in cui per raggiungerli devo lavorare in overflow. Un lavoro dunque con meno obiettivi?
PS Grazie del link...

Mamma Cattiva ha detto...

@Mamma in 3D - E invece nessun paradosso. Io non considero il lavoro della casalinga un non lavoro e quindi non mi stupisce il tuo discorso, anzi è probabilmente un vissuto molto vicino al mio. La differenza forse è che tu non senti di penalizzare i tuoi figli.

@MdiMS - Tu dici? Io non mi ci vedo proprio...

@CosmicMummy - Piace pensarlo anche a me ma arriva anche un punto in cui ti chiedi se saranno poi così riconoscenti a tutto 'sto cervello ;)

@Rosa - Com'è?...Mo' ci penso :)
Più ti conosco e più ti stimo. Però c'hai avuto culo, suvvia! ;)) Eppure ce ne sono di storie così. Una mia ex-collega è stata assunta da una nota azienda che era già incinta. Lei lo ha comunicato e loro hanno detto che non era un problema e che loro volevano lei. Solo che queste storie non si raccontano...dovesse portare sfiga ;)

@Serena - Tu ormai mi leggi dentro, eh?
Ti garantisco che il doc non potrebbe lavorare part-time. Lui è in prima linea, in un reparto ospedaliero e i pazienti (quelli a cui pensi tu) sono volendo a tempo perso. Diciamo che non è uno di quei pediatri che se li chiami hanno sempre il cellulare staccato e spesso dice che quando non ce la farà più passerà a quello. Non lo so. Abbiamo spesso parlato di questo ma a me continuano a non tornare i conti. Non è che tu ragioni così perché sei effettivamente più produttiva e io invece sono più lenta? Non credi che ci siano mestieri diversi, responsabilità diverse, velocità diverse? Un po' come i bambini? Se un'azienda fosse tua non ci lavoreresti overtime? E in un'azienda dovrebbero lavorare così soli i titolari o gli alti dirigenti?
Grazie a te di essere intervenuta. Mi piacciono le nostre conversazioni :)

lorenza ha detto...

:) Il part-time sempre e comunque no, ma la possibilità di uscire 3 ore prima (o, che ne so, lavorare da casa) il giorno dopo aver chiuso un progetto, il giorno prima di Natale, o il giorno che tu vuoi?

Il part-time "rigido" non serve a nessuno, così come gli orari di lavoro "rigidi". Tant'è che in Francia hanno messo gli sgravi fiscali per le aziende che promuovono il part-time, le aziende hanno "gentilmente invitato" (o leggi: obbligato) le donne a lavorare part-time, lavorare part-time non è possibile per "certi lavori" con "certe responsabilità", e quindi anche qualche donna francese non è così contenta, di tutto questo part-time.

Rimane il fatto che le scelte lavorative e familiari sono sempre personali, e che ognuno deve trovare la sua formula, l'importante è che sia davvero SUA!! (io, per esempio, ho scelto la precarietà, o cosiddetta libera professione, ma questa è un'altra storia)

supermambanana ha detto...

e infatti la chiave non e' il part-time, concordo con lorenza e giuliana e altre sopra, ma un lavoro flessibile, un lavoro per cui non servono le 8 ore di ufficio inchiodate ad una sedia, io per esempio posso prendermi un pomeriggio o anche una giornata senza dover render conto a nessuno, e portare i bimbi alle famose feste (o andare a vedere le recite a scuola), e sono ben felice poi di recuperare la sera anche fino alle ore antelucane, non credereste quante ore riesce ad avere una giornata se ci si mette :-) Per inciso, io credo che molti lavori possano essere resi flessibili, anche quelli meno ovvi.

Improvvisamente in quattro ha detto...

L'ultima frase non era riferita in particolare a te ma era una riflessione in generale...
Il punto è che oggi sono in poche ad essere così libere di scegliere.
Ti faccio un esempio: nella mia azienda una donna dirigente ha chiesto se doveva per forza fare tutta l'obbligatoria. Non critico la sua domanda o la sua decisione di rientrare appena terminata l'obbligatoria ma spero solo sia frutto di una vera scelta e non di presunta tale, celata dietro la paura di perdere qualcosa durante i mesi di assenza.
Io stessa non sono così libera di scegliere. Se chiedessi il part time, so che verrei in un certo senso demansionata. Io stessa sto cercando di capire cosa voglio veramente.

wwm ha detto...

dopo tutti questi commenti di mamme lavoratrici mi sento un pesce fuori d'acqua.
il fatto è che io, mamma full time, la penso però come te.
I lavori part time hanno dei limiti. Lungi da me rincorrere una carriera a 36 anni dopo che ho mollato tutto ma sicuramente non è così facile come sembra.
Intanto appunto vallo a trovare un lavoro part time, che non è che te li tirano dietro.
E poi quali sono i lavori che si possono fare part time? E poi dopo che per anni ho fatto solo la mamma e la casalinga (contenta eh) ma se devo tornare a lavorare, non lo faccio mezza giornata per poi tornare a casa e sbrigare le faccende di casa.
Non lo so da mamma full time, opterei per un lavoratrice full time. Le vie di mezzo non fanno per me però...

supermambanana ha detto...

Serena, mi rivolgo a te visto che dicevi che non eri convinta del mio discorso sulla ricerca, ma anche a tutte, tanto per continuare il discorso, visto che ci ho pensato ieri sera in letto (!). Allora, qui mi pare che ci sia un distinguo da fare, perche' quando parliamo di lavoro part-time quello che invece io credo di sentire e' la descrizione del lavoro con orario flessibile, full-time ma posso lavorare quando voglio. Questo e' un lavoro che mi e' molto consono, come dicevo sopra, e credo che si possa usare al meglio per le mamme, ma anche per tutti quelli che vogliono avere una passione nella vita, mica soltanto i figli eh? There's a life out there! :-) Ma quando parlate di alta produttivita' ma con orario ridotto siamo sicuri che non stiate 'svendendo' un lavoro full-time per una paga part-time? La definizione di lavoro part-time per me e' un lavoro per cui tu PRODUCI in modo proporzionale, non uno in cui tu LAVORI in modo proporzionale. Se in full-time tu fai X in un parttime 50% tu FAI il 50% di X, non importa in quante ore a questo punto. Quindi sull'insegnamento, come dicevo, io posso dire faccio soltanto un corso. Ho prodotto il 50% di X, se ci metto lo stesso numero di ore di prima sono io che sono disorganizzata, bon. Ma sulla ricerca che vuol dire che lavoro in 50%? Devo scrivere la meta' di articoli all'anno? Io non ho un contratto che numera la produzione in questo modo. Scrivo un articolo ma non mi metto a cercare la letteratura? Lo scrivo a meta'? Non riesco a quantificare il part-time in questo aspetto del mio lavoro. Ecco perche' penso che non si possa fare part-time. Flessibilmente si, ovviamente si, lavorando ad orari diversi. Ma part-time no.

d. - perfectio conversationis ha detto...

Io ho un lavoro autonomo, che ha periodi di attività folle e altri di tranquillità, ma è autonomo. Lavoro alla scrivania del mio salotto, stacco quando voglio (e ovviamente recupero di notte se serve). Ho fatto fatica all'inizio, non perché mi mancassero i rapporti umani (sono piuttosto solitaria di carattere), ma perché non è facile organizzarsi, quando nello stesso posto devi organizzare un lavoro, una famiglia, un menage domestico... rischi di far prevalere alcuni aspetti, a scapito di altri. Poi, se vuoi e se devi, impari a destreggiarti. Ho iniziato guadagnando una frazione del mio stipendio precedente. Ora guadagno un multiplo, ma non c'è niente di certo: posso perdere domani un grande cliente e trovarmi a dover ricominciare tutto da capo.
Di fatto, io lavoro quando i bambini sono a scuola ed, eventualmente, dopo che sono andati a dormire.
Nel mio caso, è l'unica possibilità: non c'è baby sitter che possa seguire cinque figli, è al di sopra di quello che si possa chiedere ad altri in un rapporto lavorativo. Mi faccio però aiutare per le faccende domestiche (ad esempio: non stiro, ma cucino).
Inoltre nel tempo mi sono sempre più convinta che nel rapporto con i figli conta molto anche la quantità di tempo, non solo - come si dice spesso - la qualità, o meglio: capita che la quantità aiuti a costruire la qualità. Quindi il mio desiderio più grande sarebbe di poter lavorare meno, di potermi dedicare ancora di più a loro, anche se economicamente non me lo posso permettere.
Diciamo che ho trovato un equilibrio piuttosto buono per la nostra famiglia ma, come tutte le cose, non è certo perfetto.

pollywantsacracker ha detto...

c'è una canzone di carmen consoli che dice che "per alcune volpi l'uva è acerba" ;)
io a volte vorrei il part time, ma non per stare di più con le mie figlie, nè per tenere decentemente casa mia, nè per riposarmi o tantomeno per fare sport: vorrei il part time, per fare altro lavoro, che non sia quello in ufficio. e mi sento anche un po' un mostro per il fatto che non desidero stare di più con le mie figlie, oltre alla sera e al week end. e non baratterei con niente la mia indipendenza economica.
detto questo, tu sei una che lavora tanto e bene e non tutti hanno questa fortuna (o capacità ;) ). tuttavia, quoto anche giuliana: anche se stai 12 ore non ce la fai a mantenere la concentrazione, quindi tanto vale che quando esci non ci pensi più!

Serena ha detto...

@mamma cattiva non credo di essere più efficiente di te, credo solo di aver sviluppato delle tecniche per farlo funzionare (e me le dimentico, e crollo e poi ci ritorno, per conquistarmele di nuovo).
Le riunioni sono una delle cose che fanno perdere più tempo in campo lavorativo, ma ci sono anche tecniche studiate per migliorare il modo di svolgere una riunione (tecniche diverse a seconda se si tratta di riunioni creative o riunioni organizzative ovviamente).
Poi ci sono le perdite di tempo personali. Quando ero all'università, mi sono accorta che perdevo la maggiorparte del tempo la mattina appena arrivavo in ufficio per leggere le email. Era un momento di pigrizia: caffé, mail, cazzeggio, prima di iniziare a lavorare. Ho rotto questo schema scrivendomi la sera un post-it con 3 cose da fare come prima cosa il giorno dopo. Le email le leggevo solo dopo aver svolto quelle 3 cose. La mia produttività è aumentata. A volte basta poco. Una piccola analisi di cosa non funziona e pensare di nuovo la strategia.

Se invece te non perdi MAI tempo, e riesci a lavorare tutte le tue 12 ore concentratissima, allora chapeau, ma dubito che un essere umano possa fare questa cosa ogni giorno per anni, senza che il suo sistema nervoso subisca un tracollo ;)

Serena ha detto...

@supermambanana sono d'accordo con te. Bisogna fare un distinguo tra part time e full time ma flessibile. Sono d'accordo che il campo della ricerca, in cui tutto si calcola in numero di articoli (e putroppo poco in qualità di articoli) è difficile fare part time, perché c'è sempre una corsa a mostrare di esser più bravi degli altri. Eppure non senti anche te quella contraddizione? Se io scrivessi meno articoli all'anno, e magari ci mettessi più tempo per raggiungere una tenure track che male ci sarebbe? Ma non è consentito ovviamente, perché la pressione è tanta comunque, e se fai part time viene interpretato con il fatto che la ricerca non ti interessa davvero. Perché la ricerca si fa solo per passione, che deve essere grande e incondizionata, e bisogna essere pronti a fare sacrifici (e qui sono ironica e anche un po' acida ;) )
Comunque come dici te, nella ricerca la flessibilità è possibile, anche se alla fine significa sostanzialmente che si sta sempre in laboratorio, e questo lo so bene purtroppo. Ed è anche per questo che ne sono uscita fuori.

Laura.ddd ha detto...

Apprezzo l'ironia, e concordo sul fatto che il part-time non è la soluzione a tutto, ma...io non tornerei a tempo pieno (che significherebbe 11 ore fuori casa) neanche per il posto piu' prestigioso e il relativo stipendio.
Al di là dei casi singoli, comunque, la vera chiave, per molti tipi di lavoro, sarebbe la flessibilità. Quando trovi l'uva dolce, fai un fischio..che l'assaggio anch'io..

supermambanana ha detto...

e infatti, serena, io non sono una da tenure, scrivo e pubblico solo quando sono contenta della qualita', non mi ammazzo a partecipare a tutte le conferenze del globo per scrivere righe sul CV, quindi una scelta in questo senso l'ho fatta, ma comunque non si puo' andare in partime perche' non e' un lavoro che spegni e accendi a piacimento, se ho una cosa in testa quella matura anche nel sonno. E non puoi neanche dire lavoro 7 ore 'piene' e basta, perche' alle volte cio' che ci vuole e' una pausa, una passeggiata, una sedimentazione, e poi torni su e tutto pare piu' chiaro, quindi non sono le 7 ore piene che ti servono ma le 17 'diluite'. E nel diluire ci facciamo entrare anche la recita a scuola, perche' no :-)

My ha detto...

che bello hai fatto il post senza che te lo chiedessi. Quando ho letto un tuo commento da qualche parte su questo tema mi si son drizzati i capelli in testa, forse è passato un mesetto....l'ho passato a chiedermi come potevo chiederti pacamente ed educatamente (doti che in me scarseggiano) di approfondire. Fiuuuuu mi hai evitato la fatica.

Hai fatto bene a tirarlo fuori, anche se stride da bestia perchè sono ormai anni che ci parliamo addosso (anche grazie ad aggregatori come ad esempio veremamme) sulla necessità di non essere wonder woman, di avere il tempo di fare tutto, di come questo paese sia arretrato perchè guarda ancora a chi sta di più in ufficio, al lavoro per obiettivi, alla flessibilità.....e poi si scopre che mica tutti vorrebbero il tempo di fare tutto. Però per me è sempre un valore il fatto di averlo detto, la sincerità, quindi complimenti.

La sensazione è quella di vigorosi schiaffi sulle palle, dire cose del genere. Perchè se siamo le prime noi che diciamo che non potremmo valere altrettanto lavorando meno ore ... addio. Io credo fortemente che tutti i lavori si possano fare part time per tutte cose che credo avessimo già detto: non sono le ore ma gli obiettivi + occorre cambiare la mentalità.

I part time non sono tutti 08.00-12.00 0 08.00-16.00. Esistono anche i part time verticali: Es: tu il mart e il merc ci sei tutto il giorno per qualsiasi tipo di riunione ad orari ridicoli, mentre il lun - il gio e il ven ci sei solo la mattina. Se sei la prima tu a pensare che sia giusto e normale, tutti gli altri ti vengono dietro.

quando si lavora si lavora di brutto, quando non si lavora non si lavora.

Io ho passato anni a dirmi che il mio lavoro part time non si poteva fare e invece ora lo sto facendo con l'orario sopra esposto. Faccio lo stesso identico lavoro di prima. Il mio lavoro non si può fare fino alle 16.00, ma in questo modo si può.

Non è vero che non puoi fare le trasferte, tanto quanto non è vero che devi per forza stirare o cucinare.

Io non ho rinunciato alla signora delle pulizie perchè non mi piace pulire, mi piace stirare perchè giustifica che io stia con l'ipod a cantare e ballare e quindi lo faccio.


Il tempo libero è per stare con i bambini.

E' solo questa l'utilità e la cosa che devi valutare se interessa.

Tutto il resto mi sembra ampiamente superabile.

MammaMoglieDonna ha detto...

Prima dell’arrivo di Filippo mi dedicavo anima e corpo al mio lavoro, entravo la mattina alle nove e uscivo la sera alle otto. E non mi pesava, avevo comunque tempo per fare la spesa, preparare la cena prima che arrivasse il maritino e godermi un paio d’ore con lui prima della nanna.
Il mio lavoro mi piaceva, ma vedevo intorno a me molte persone insoddisfatte, soprattutto donne, strategicamente piazzate in ruoli di responsabilità ma un gradino sotto alla “poltrona vera e propria”. Io penso che le donne abbiano delle risorse in più rispetto agli uomini, che siano più combattive perché spesso tese alla dimostrazione che possono fare come e più degli uomini.
La sensazione era ed è che nella mia azienda, anche i miei capi supremi la pensino alla stessa maniera: le donne trainanti, ma per conquistare posizioni di prestigio, ce ne vuole: ci vuole dedizione assoluta e niente marito o niente figli…
Quando è nato Filippo, finito il congedo non ho avuto il minimo dubbio su quello che volevo: non ero disposta a tutto pur di far carriera. Avrei continuato a lavorare onestamente e instancabilmente per le mie 6 ore (che non valgono affatto di meno di 6 delle 10 ore (non pagate!) che facevo prima).
Il resto del tempo e delle mie energie sarebbe stato dedicato all’altra metà di me, la mia famiglia, la mia casa, mio figlio.
Oggi sono orgogliosa della mia scelta, la rifarei altre mille volte! Spero che mi prolunghino il part-time all’infinito perché non voglio che siano altri ad occuparsi dei miei figli, ad aiutarli nei compiti o a mettere loro il cerotto quando cadranno dalla bicicletta. Una donna antiquata? Spero di no. Una donna che non vuole rinunciare a se stessa. Questo sono.

Anonimo ha detto...

Non ho il tempo di leggere tutto, -lavoro part-time in una azienda di cui sono socia :)- ma credo che le questioni che riguardano il lavoro delle donne, e degli uomini, siano un po' più complicate "di una scelta personale". c'è di mezzo il problema delle conciliazione, del welfare, della organizzazione del lavoro, delle pari opportunità e molto altro. e c'è chi spiega meglio di me le questioni
http://www.variazioni.info/ita/index.aspx
per ultimo penso che tu, da comunicatrice, non faccia un buon servizio alla azienda dove lavori dicendo che il part-time non ti verrebbe mai concesso; potrei anche scegliere di non scegliere una azienda "così" (ma in realtà tra tante credo che non sia tra le peggiori a riconoscere e venire incontro alle esigenze dei suoi dipendenti).
simona

Twins(bi)mamma ha detto...

ci sono i pro e i contro...io invece il part-time lo cerco...ma non lo trovo....nel mio caso mio marito lavorerebbe diversamente, potrebbe fare scelte di lavoro migliori..per me sarebbero meno soldi ma troverei valide alternative...ciao

Michele ha detto...

altre volte ho commentato temi simili... leggendo il post ho avuto l'impressione (che ho provato anch'io in passato) che tu senta assolutamente di fondamentale importanza ogni minuto e ogni giorno che passi in ufficio, tanto da non poter far sì che l'azienda possa rinunciare a qualche ora della tua presenza. Bisogna interrogarsi molto intimamente su questo punto, perchè il lavoro, soprattutto se da soddisfazioni, ti assorbe sempre più, senza che ce ne sia fino in fondo la consapevolezza. Non è detto che a casa si debba stirare o fare jogging, o andare alle feste di compleanno, non è detto che se non si lavora 8-10 ore si metta in crisi un'azienda, che esiste da più di 100 anni. Aggiungo anche che più si ha "peso" perchè il proprio lavoro vale, più si ha la possibilità di negoziare quella flessibilità di cui tante mamme hanno commentato. Io mi devo forzare a considerare con distacco il mio lavoro, perchè mi piace, e mi prende... però vedo che quando mi stacco e prendo qualche ora per andare a casa trovo soddisfazione a poter fare cose a cui normalmente non penso neanche (pulire casa, andare a colloquio con insegnanti, visite mediche dei figli... stirare..molto raro..).

vabè.. abi pazienza mammacattiva, lo sai che i papà la vedono in altro modo...

P.S. le festicciole dei bambini io proprio non le sopporto...

Mamma Cattiva ha detto...

Eccomi di nuovo qui. Caspita quanto movimento...vediamo di rispondere e dire la mia.

@Lorenza - Però se la vivi come una scelta chiamala libera professione. La precarietà è un obbligo, una non-scelta, o sbaglio? Vedo che il concetto di flessibilità si fa largo e si impone in questi commenti :)

@Supermambanana - Ritorno a te ma ti seguo...

@Improvvisamente in 4 - Tutto chiaro. Ragionavo alla luce di quello che consideravi. :)

@WWM - Vale quello che ho risposto a Mammain3D. La casalinga è a tutti gli effetti un lavoro fulltime.

@My - Vedi che colgo le occasioni?
Volevo che stridesse perché è così: stride. Accolgo molti tuoi punti pur continuando a non capire come si faccia a fare le stesse cose in meno tempo.

@Mammamogliedonna - Molto sinceramente e libera di credermi o meno ma a me non importa il confronto con gli uomini. Io non aspiro a fare "quello che fanno gli uomini". A dire il vero posso pure aspirare a confrontarmi con degli uomini, quelli che magari mi raccontano che hanno dormito accanto al figlio con la febbre alta. Le mie domande nascono dall'esigenzia di conciliare un lavoro che mi piace con le esigenze della mia vita privata. Sto parlando di un lavoro stimolante e non di carriera fine a se stessa.
Ecco, ti confesso che quando sento persone così sicure di sé e delle proprie scelte vacillo un po' perché è vero, effettivamente io lascio i miei figli ad altri, che se cadono mettono loro il cerotto. Io non provo queste certezze, io ho avuto e ho tutt'ora mille dubbi al rientro dai congedi. Se avessi questa sicurezza non starei qui a parlarne e a chiedere opinioni. Parlo per me, eh?

@Simona - Scusami ma se parti dicendo che non hai il tempo di leggere tutto, ti suggerisco di non emettere giudizi affrettati e dirmi che non faccio un buon servizio alla mia azienda. Non strumentalizzare per favore un'unica parte dell'intero discorso. Ho anche detto chiaramente che non saprei neanche come chiederlo quindi non posso sapere quale sarebbe la risposta.
Non vedo cosa centri nel contesto di questa conversazione parlare delle mie doti di comunicatrice.
Che l'azienda per cui lavoro si occupi delle esigenze dei propri dipendenti non devo spiegarlo in questo luogo. Per me è una certezza. Onestamente non ho proprio capito questo commento.

@Twins(bi)mamma - Infatti ci sono i pro e i contro e solo noi possiamo capire il giusto compromesso.

@Michele - Oddio no, Michele, non sono così presuntuosa. Piuttosto il mio difetto è quello di eccedere nella ricerca di un perfezionismo probabilmente inutile. E forse anche l'incapacità di negoziare. Ma magari imparo. Non è mica tardi per farlo. E quando stacco stacco...caspita se stacco.
P.S. Ok. Allora non ti invito alla prossima festa di compleanno ;)

My ha detto...

sai la cosa che mi colpisce di più di questo tuo scritto? che, stranamente, solo in questo caso, pare che non si riesca ad applicare concetti che di solito sventoliamo come bandiere.
La creatività, ad esempio. La fantasia.
Prima di tutto dobbiamo applicarla alla nostra vita no? possibile che tu non riesca ad immaginarti, a creare dentro di te un'immagine di te stessa che lavora, lasciami dire, 8 ore in meno a settimana? (2 pomeriggi). (esiste il tempo continuato, il p.t. verticale, orizzontale, obliquo, a settimane, a mesi, recupero ore, etc)

Lo trovo strano.

L'altra è la lotta agli stereotipi, di cui da sempre facciamo una bandiera. La lavoratrice che non c'è 2 pomeriggi a settimana non è più nemmeno in grado di farlo capire al suo capo, è lasciata da parte. A casa si sta solo a fare la calza, stirare e cucinare.
Ma non siamo qui apposta per combattere gli stereotipi e le voci di sottofondo?

Mi sa che stai bene come sei, conviene che lo accetti ;-)

Mamma Cattiva ha detto...

@Supermambanana - Tu sei scientifica. Hai spiegato quello che intendo quando dubito che in meno ore si faccia lo stesso di prima.

@Polly - Quando esco non ci penso più, davvero.

@D. - Diciamo che posso solo che ascoltarti in silenzio. Con ammirazione.

@Laura ddd - Fischierò forte. Promesso.

@Serena - Ottime dritte. Ragionerò sulle tecniche. Poi però vengo a piangere sulla tua spalla ogni volta che fallirò ;)

MammaNews ha detto...

l'ideale sarebbe flessibilità: se oggi lavoro tanto perchè devo presentare un progetto o ho una scadenza ottimo, però domani lavoro meno e me ne vado in giro (di non se ne parla!) e magari un giorno lavoro pure da casa. insommma, l'ideale sarebbe cavalcare la flessibilità degli orari senza che a rimetterci siano le opportunità di carriera o di lavorare a bei progetti. Dopotutto non è che devo rispettare i turni in fabbrica: lavoro con il cervello e il mio ufficio è dove stanno un telefono e un pc. Poi personalmente sono in un momento di riflessione circa le possibilità di diminuire la velocità e avere più tempo per dedicarmi a ciò che mi piace OLTRE il lavoro, quindi concludo che forse l'importate è avere ben chiare le cose che ci fanno stare bene (il che non è sempre così scontato). Un abbraccio

PaolaFrancy ha detto...

ecco, secondo me my ha azzeccato il punto. ormai un po' ti conosco e secondo me e' vero: tu stai bene cosi', nonostante i momenti in cui senti di non farcela e in cui SOTTOVALUTI te stessa.
poi, sai come si dice? di necessita' virtu': cioe', se dovessi per forza scegliere il part-time secondo me riusciresti comunque a svolgere il tuo lavoro. ok, e' vero ... magari non riusciresti a fare proprio tutto ... ma, sinceramente parlando, ORA CI RIESCI? l' hai anche scritto: esci dall' ufficio pensando che ti servirebbero altre ore. ma queste ore non basterebbero mai, nemmeno se tu stessi in ufficio fino a mezzanotte tutte le sere. quindi? quindi se facessi un part-time ti lavoreresti al meglio come fai ora e usciresti dall' ufficio con la sensazione che ti sarebbero servite altre 3/4 ore per finire tutto. come ora.
non so, secondo me davvero e' che a te sta bene cosi'. sei felice cosi' e basta.
e nello stesso tempo sei un'eterna insoddisfatta, come me, come la maggior parte delle persone, delle donne, delle mamme.
insomma, siamo cani che continuano a girare su se stessi mordendosi la coda. perche' e' tutto legato: vogliamo fare, dobbiamo fare, vogliamo essere (donne, mamme, lavoratrici, ecc), DOBBIAMO ESSERE TUTTO. e so che tu sei contenta di come sei, di quello che hai e di quello che fai.

paola
p.s. il titolo e' giallo, no? aiuto, vuoi vedere che sono andata in palla coi colori?

Alem ha detto...

Io il part-time non ce l'ho e non ho mai nemmeno pensato di chiederlo. Ho solo spostato il mio orario in modo da iniziare praticamente all'alba e riuscire a risparmiare i soldi per la baby sitter-riprendi-figli-a-scuola.
Con lo stipendio che ho pensare di diminuire le ore era praticamente impossibile.
E sai cosa ti dico, se avessi la possibilità lavorerei ancora di più. Lo so che posso anche essere linciata, dopo questa frase ma è snervante doversi accontentare di essere quella che se ne va alle 16.30, di quella che non può più viaggiare perchè madre e pure incinta, o di dover "per forza" badare alla casa, e prendersi cura da sola della Nana, solo perchè io sono "quella che esce prima".

Anonimo ha detto...

Beh, prima di tutto mi chiedo che lavoro fai che non lascia spazio nella tua vita per niente altro.
Deve essere un lavoro davvero entusiasmante e non lo dico con finta ironia, ma col massimo rispetto e molta invidia anche, per non lasciare spazio al desiderio per niente altro.
Davvero non hai desiderio di uno tempo tuo o di uno tempo futile o di maggior tempo coi tuoi figli? Davvero la tua professione esaurisce o comunque riempie quasi in toto la tua vita?
Oppure vorresti (vedi la volpe) ma non t'arrischi?
Ma forse appartieni a quei privilegiati che per i quali il mestiere che svolgono è anzitutto passione e in esso riescono pienamente ad esprimersi.
Mah! Ecco, questo punto a me rimane oscuro.
deborah

Lanterna ha detto...

Ci sono lavori che possono essere svolti part time? Nello Stato sì, e non perché ci si stia a grattare (almeno, nel caso del mio ufficio). Sarà che nel mio lavoro si va a ondate (legate alle attività didattiche), quindi quello che faccio in più in certi periodi lo posso recuperare in altri. Sarà che in alcuni periodi il mio lavoro è rispondere al telefono e dare indicazioni, ovvero un lavoro che non ha un inizio e una conclusione.
Mi ricordo quando lavoravo nella New Economy e si faceva tardi sui progetti da chiudere: anch lì, c'erano periodi intensi e periodi normali. Eppure sono sempre riuscita a coltivare la danza, due volte alla settimana, e uscire con gli amici quasi tutte le sere e badare alla mia casa da single. Come me la sarei cavata, sostituendo gli amici alla famiglia? Forse semplicemente mi sarei portata il lavoro a casa, perché lo amavo. Forse farò la stessa cosa se vincerò il dottorato.
Non lo so. So che la misura è più nella nostra passione che nella necessità, a parte emergenze e scadenze.
Un abbraccio
Chiara

MammaMoglieDonna ha detto...

Lo so che parli per te e certamente anche io parlo solo per me.
Queste scelte sono personalissime. A volte io tendo a riferire le mie opinioni in maniera un po’ forte, ma scriverle è diverso dal raccontarle a voce, guardandosi negli occhi, così io non posso leggere nei tuoi i tuoi dubbi e tu non leggi nei miei la mia comprensione. Volere stimoli fuori dalla famiglia non è una colpa, assolutamente. L’importante è conciliare le cose in modo da essere in pace con se stessi. Io lo sono.
Il consiglio che posso darti è di trovare la tua via per esserlo anche tu.

Anonimo ha detto...

Io vorrei il part-time per potermi organizzare meglio, per respirare un po' di più e non essere sempre costantemente di corsa! Di certo non mi metterei né a stirare né a fare sport! Sarebbe davvero utile poter lavorare solo 6 ore al giorno
ma già ci ho provato a chiederlo 2 anni fa quando sono rientrata dalla prima maternità ed in risposta l'azienda mi ha offerto una buonuscita per andarmene e non rompere le palle. Ovviamente li ho mandati a stendere sono rimasta al mio posto. Mi tengo - forse non troppo stretto - il mio lavoro da Fantozzi, sempre con l'ansia di timbrare in ritardo che poi devo recuperare e mi salta tutto il giro... Se facessi part-time chessò, fino alle 3 avrei la possibilità di fare la spesa in mezzo alla settimana e non al sabato come la stragrande maggioranza delle persone; potrei smettere di correrre ed affannarmi, magari riuscirei persino ad avere il sorriso sulle labbra al mattino! Adesso aspetto il 2° e poi vedremo...sarà tutto sicuramente più complicato ma non voglio rinunciare al lavoro e alla mia indipendenza economica 'solo' perchè non ce la faccio più ad arrivare a casa e voler andare a letto già alle 8 di sera...In bocca al lupo per qualsiasi decisione tu prenderai!

Anonimo ha detto...

Scusa, non mi sono firmata... Claudia

Alahambra ha detto...

Oky, io non sono madre, e ho lasciato qualche anno fa il lavoro da dipendente in favore di un'occupazione in proprio. Da non madre non ho idea di cosa voglia dire dal punto di una donna il dubbio tra full e part time.
Però so bene cosa vuol dire dalla parte di una figlia.
I miei sono sempre stati estremamente presenti nella mia vita, e davvero a me non è mai mancato nulla, pur se passavo le mie giornate dai nonni, da quando tornavo dall'asilo prima e da scuola poi fino a quando a sera non veniva a prendermi mia madre. Ed a quel punto giocavamo tantissimo, a nascondino nella casa buia perchè non sviluppassi strane paure immotivate, con gli animali nell'arca di Noè, con i giochi di parole perchè rimassi cerebralmente attiva e curiosa e via discorrendo. Tempo di qualità, indipendentemente dal fatto che mia madre lavorasse 12 ore al giorno, innamoratissima di quel faceva, fiera di farlo, desiderosa di far sempre più e sempre meglio. Ma madre adorava il suo lavoro, e se stava lì 12 ore al giorno non era certo perchè 8 non le sarebbero bastate, ma perchè le dava soddisfazione e si sentova realizzata. Il tutto senza che io ne dovessi subire le conseguenze, visto che, come dicevo, il suo tempo ce l'avevo comunque, e intenso.
Eppure, quando avevo più o meno 8 anni, ho cominciato a dire che la volevo più presente, che mi mancava, e che avrei voluto che stesse con me, e non con il suo lavoro. Non lo dicevo ai miei, credo per un senso di responsabiltà che da bimba avevo assai più forte di quello che ho ora, e la cosa è venuta fuori da un tema che dovevo fare per la cuola -sempre molto cinematografica in queste cose io o.o-. Una serie di circostanze (tra cui un ipotetico spostamento di sede in una città alquanto poco raggiungibile) ha fatto sì che avessi mia madre a disposizione tutto il giorno, che mi cucinasse lei il pranzo, che la trovassi ad accogliermi fuori da scuola. Lo ammetto, sono una figlia unica in questo senso decisamente viziata, ma prima mia madre mi mancava, e poi non mi mancava più. Forse bisognerebbe tenere anche questo in considerazione.
In conclusione solo un appunto per spiegare bene una cosa: è più che evidente che ognuno fa esattamente quello che ritiene più opportuno e lungi da me proporre una linea di condotta piuttosto che un'altra in una questione così personale e sfaccettata. Sono tra l'altro convita che una donna non deve mai dimenticarsi di essere tale, e che sia sacorsanto e doveroso che trovi la sua strada per realizzarsi. Anche per il bene dei suoi figli, non fosse altro che per indicare a loro la via per la sicurezza in se stessi ed il rispetto per quello che sono.

Anonimo ha detto...

lancio il sasso e nascondo il braccio. ho letto l'ultimo bellissimo commento di alahambra e lo condivido in pieno, anche quando parla di realizzazione femminile.
ma, quando hai figli, (e proprio perchè alahambra è figlia unica sentiva magari di più la solitudine)12 ore al lavoro non sono troppe?Non bisognerebbe trovare il tempo, maschi e femmine, per stare un po' con loro?
Facciamo un rapido calcolo. I nostri pupi stanno a scuola dalle 9 alle 5, praticamente tutta la giornata.
Alle 10, andranno anche a letto 'sti marmocchi.
Quanto tempo resta ai genitori, tolto quello per per il riassetto minimo casa , cucina , spesa?
Se un padre o una madre tornano alle sette di sera dopo un'intensa giornata lavorativa e affidano alle tate il tempo in cui i bambini non stanno a scuola stanno in media con loro quanto?
davvero troppo poco a mio avviso. Mettiamoci una mano sul cuore , se abbiamo figli.
Il lavoro non può esere così totalizzante.
sara

Mamma Cattiva ha detto...

@My - Non ho proprio capito bene bene quello che intendi ma ho colto la considerazione che magari mi va bene così. Non ne sono così sicura ma mi ci impegno per benino.
Cmq domani mi prendo un giorno di ferie :D

@MammaNews - Due concetti importanti: flessibilità e lentezza. Mi ci sto concentrando. Del resto sto cercando la parola chiave del prossimo anno (nn so se hai notato sulla spalla sx del blog che scrivo le parole chiave degli ultimi anni).

@Paola - Eternamente insoddisfatte, vero.

@Alem - Sarò scontata ma mi viene da risponderti: Amen ;)

@Lanterna - Non so, ma prima dei figli avevo un'energia diversa. Il recupero dell'energia è molto più lento.

@MammaMoglieDonna - Ti ho risposto molto sull'onda. Forse ho letto (non visto appunto) nelle tue parole quello che spesso ascolto in giro in silenzio. Magari io aspiro a quella pace ma non la trovo.

@Claudia - Crepi e in bocca al lupo a te con il secondo. Diciamo che il richiamo di una migliore organizzazione e meno affanno fanno gola anche a me, ma la mia domanda nasce proprio dal fatto che determinati mestieri continuo a pensare non si possano fare in poche ore, checché ne diciamo. Questa conversazione sta dimostrando che le soluzioni stanno nella flessibilità e non nella riduzione dell'orario.

@Alahambra - Prima cosa grazie del contributo che qui sembra che possano parlare solo chi ha figli, come se uno avesse esigenza di uscire prima dal lavoro solo per loro...
E grazie per aver messo in chiaro un tema molto importante di cui voglio parlare sempre di più: quando effettivamente i bambini hanno più bisogno di noi? Perché ti dirò io mi sto focalizzando sul fatto che i bambini avranno bisogno della presenza dei loro genitori più avanti e non necessariamente quando sono molto piccoli.

@Sara - 12 ore al lavoro sono troppe a prescindere. Maschi, femmine, con o senza figli. Ma non semplificherei troppo la suddivisione di una giornata. Tornando al tuo esempio considera che i miei stanno a scuola dalle 9 alle 16. Poi stanno insieme con una tata che si prende cura di loro e con cui sono molto sereni e si divertono. Io arrivo di media alle 7.30 e anche il loro papà e siamo tutti per loro fino alle 9 quando vanno a letto. Il sabato e la domenica sono/siamo tutta/i per loro. Della casa mi occupo pochissimo, quindi quando ci sono, ci sono. Se non avessi una persona che mi aiuta a casa mi dovrei occupare della casa quando ci sono e sarei anche molto nervosa perché detesto le attività routinarie. Mi piace cucinare ma come passione. Insomma chi giudica che sta meglio un bambino con una mamma presente ma non presente, di uno con una mamma presente quando è presente? Oddio mi sono spiegata? ;) Sto generalizzando come forse hai fatto tu ma magari ci siamo capite lo stesso. Lancia sassi quando vuoi...io li prendo al volo!

tugnella ha detto...

Ciao, finita un po' per caso in questa interessante conversazione, aggiungo anche la mia, visto che del part time io ho fatto una scelta di vita.
Lavoro più o meno part time, non tanto nel senso che lavoro metà tempo (ho contratto da 7 ore..) ma che posso godere di totale elasticità quindi a volte esco alle 15 e 30 altre alle 18. Alcuni giorni lavoro poche ore, altri supero le 12.
Ma così posso andare a prendere i bimbi almeno 2/3 vv alla settimana. Sempre se non hanno feste..le odio anch'io, in particolare quelle da Mac Donald's, in quei giorni, stranamente, sono sembre oberata di lavoro e, se proprio i bimbi ci tengono e se non sono riuscita a far sparire l'invito prima che lo vedano,li mando con qualcun altro. Mi va bene così. Dopo tre anni a fare solo la mamma stavo sbroccando, ma adesso mi spiacerebbe vederli sempre solo la sera. Fosse per me io farei tutto part time..pure il matrimonio. Non nel senso di sollazzarmi con altri, quanto piuttosto per godermi un po' di sana solitudine ogni tanto.
Confesso che amo il mio compagno, ma a volte quando mi avverte che starà fuori la sera io già godo pensando a cena sul divano a base di porcate, serie tv o film scelti solo da me, e sensazione di tornare studentessa fuori sede totalmente libera con unico pensiero dell'esame da sostenere in Uni.
Forse adoro questi momenti (a cui si aggiungono cenette e qualche we solo donne, cinema anche sola..) perchè sono rari e pertanto preziosissimi.
Non vorrei mai cambiare la mia vita, ma ritagliarmi momenti in cui torno ad essere solo io senza consorte, senza figli, senza pensieri, è fondamentale per me.
ciao a tutte!

Vmnp - Design per Bambini ha detto...

Nella vita c'è un tempo e un luogo per ogni cosa. Adesso per te non è tempo di part-time, ma ricorda: "la realtà sa superare spesso la fantasia"!

valewanda ha detto...

Entro tardi, peccato in questa discussione, ho scritto un post all'inverso, più o meno, qualche giorno fa, ho fatto caso che non ci fosse un tuo commento. In ogni caso, devo dirti che per me, ma già lo sai, il part time è stata LA soluzione, mi ha ridato la serenità che avevo perso. E' ovvio, ho rinunciato alle responsabilità che avevo prima, perché gestire delle persone uscendo alle tre nel mio lavoro è impossibile, ma l'ho accettato volentieri. Semplicemente mi sono resa conto che mi pesava di più gestire delle persone e avere mille paturnie mentali e poca serenità, piuttosto che tagliare le responsabilità al lavoro e stare il pomeriggio con i miei figli. Mi viene meglio al momento, e ho avuto la fortuna di poterlo fare. Cio' non toglie che per le pulizie mi faccio aiutare, e che cucino ma non sto ore ai fornelli. Penso che per me questo sia meglio ora, ha dato serenità a me e alla mia famiglia. Nel tuo caso, evidentemente, non sarebbe così, ognuno ha il suo equilibrio, ogni persona, ogni famiglia.

bstevens ha detto...

arrivo tardi anche io! che sono un caso disperato: il part-time (o meglio, free-lanceaggio, che si espande nella mia vita a vista d'occhio.. ma di notte). dura spiegare per iscritto...

Anonimo ha detto...

...e chi li cura i tuoi figli, mentre tu lavori FULL TIME? io farei carte false per avere un part time, perchè anche il mio lavoro, per essere fatto bene, prevede 10-12 h di dedizion giornaliera. e mio figlio? sballottato per 12h al giorno tra tate e asili nido. non mi piace per niente. preferirei un lavoro più modesto ma PIU' TEMPO PER MIO FIGLIO, CHE E' LA MIA REALIZZAZIONE, LA MIA GIOIA E LA COSA PIU' IMPORTANTE DELLA MIA VITA!

MammaNinja ha detto...

Ciao,
io da un paio di mesi ho ottenuto il part-time e sono felice che mi sia stata data questa possibilità dall'azienda. Mi ritengo fortunata perché non sempre è possibile. Continuo ad occuparmi di supporto tecnico (telefonico) e di attività tecniche di back-office. Faccio sicuramente metà di quello che facevo prima ma ne ero consapevole. Vedo il part-time non solo come possibilità di stare più tempo con mio figlio ma anche come una finestra di tempo libero che prima non avevo e nella quale sviluppare interessi anche professionali e non solo come hobby (palestra, nuoto etc. per intenderci). Sicuramente il part-time non è sempre applicabile, per chi lo cerca dovrebbe essere un'opportunità mentre per chi non lo desidera non dovrebbe essere un obbligo. E' giusto che ogni mamma faccia ciò che senta e non credo che stare meno con i figli voglia per forza dire essere una mamma cattiva ed egoista, ognuna di noi sa come rapportarsi con i propri figli. Quantità non è sempre sinonimo di qualità infatti anche io quando sto troppo tempo con mio figlio vedo che ne risento ed anche lui perché tendo a spazientirmi e stancarmi diventando più rigida e meno tollerante per i suoi piccoli ma normali capricci ed allora approfitto dei nonni così quando poi torno felice, serena e tranquilla entrambi siamo di buon umore e felici giocare insieme.
Certo in Italia il part-time è visto in molti casi come negativo, peccato, ma comunque poco mi influenza ciò che pensano gli altri di me per la mia scelta. Io l'ho fatta col cuore e sono felice. Mi coltivo altri spazi ed impegni che coinvolgono il mio ruolo di mamma con i miei interessi, competenze e passioni professionali cercando di trarne un risultato positivo per il mio piccolo nucleo familiare pur mantenendo la mia identità individuale. Per anni ho fatto l'atleta agonista oltre a lavorare e quello spazio ora mi manca ma so che pian piano riuscirò a riprendermelo equilibrandolo col resto della mia vita di mamma e moglie devo solo imparare bene ad organizzare i miei tempi e forse appoggiarmi un pò di più ai nonni ai quali per ora ho poca voglia di chiedere aiuto perché ho scoperto di essere una mamma molto gelosa :P

ho trovato utile questo post sia per gli aspetti personali ed umani sviscerati da ognuna di noi sia per le tematiche strettamente legate agli aspetti lavorativi.

un buon inizio settimana a tutte le mamme ;)

MammaNinja ha detto...

scusate ma ho fatto un pasticcio ho postato piu' volte il commento perché mi appariva un errore e credevo il primo commento non fosse stato pubblicato, mammacattiva puoi cancellare le duplicazioni per caso?

Mamma Cattiva ha detto...

@MammaNinja - Fatto! E non ti preoccupare che un commento come il tuo me lo leggo anche due/tre volte. Concordo sul messaggio chiave che ognuna deve poter scegliere e non essere giudicata...

Mammamsterdam ha detto...

il part time è applicabile sempre o quasi se fosse accettato e usato e applicato universalmente.

Il mio pediatra lavora 5 ore al giorno in un ambulatorio con 4 medici. Per le situazioni urgenti può guardarci anche un collega rimandandoti poi all'orario in cui c'è. In questo modo deve accettare di avere la metà dei pazienti, non è pensaile che part-time significhi che fai lo stesso di prima in metà del tempo e a metà soldi.

I genitori dell'amichetto lavorano entrambi 4,5 giorni alla settimana, ovvero una settimana lavorano 5 giorni e quella dopo 4, alternandosi. Hanno così un mercoledi mattina ogni due settimane per andare in palestra o fare altro e un pomeriggio per occuparsi di julian. Lo scarto di stipendio è minimo rispetto alla qualità della vita che guadagni.

Anch'io come supermambanana ho un lavoro da 36 ore al giorno, di cui molte lavorate di notte e di mattina presto in modo da potermi spupazzare i figli 3 pomeriggi a settimana. Ma mi sono messa a fare la libera professione nel momento in cui ho desiderao figli proprio per avere questa libertà, ci sono momenti buoni e momenti cattivi come per tutto, ma va.

Quindi il punto è che il part-time è visto ancora troppo come una cosa che non si può, non me lo danno, se me lo danno i colleghi mi guardano male ecc. Ma è veramente la soluzione migliore il part-time ragionato, nel senso che è chiaro che se ho un bambino di due o di 10 anni e il motivo del part time è mio figlio, sono diverse le esigenze e gli orari da dedicargli e anche il part-time dovrebbe seguire questo.

Allora suggerirei intanto di cominciare a chiederlo e pretenderlo perché è un nostro diritto sapendo che a qualcosa bisogna pur rinunciare nella vita se le giornate hanno 24 ore e le nostre teste hanno bisogno di 36. E nel momento in cui c'è la massa critica, la gente si abitua e diventa sempre meno utopico, sottoqualificato ecc.

Intanto è un inizio, non è la soluzione di tutto, ma lo è. Altrimenti il mio pediatra come lo metteva su l'ambulatorio condiviso con segretaria che smista le varie cose?

Mammamsterdam ha detto...

Per esempio le trasferte le fai recuperando dopo. Il part-time può anche essere flessibile, intendevo dire questo, come peraltro PaolaFrancy conferma.

Un'altra mia amica voleva un lavoro da 4 giorni con il lunedi libero. Solo che al suo lavoro ogni due lunedì fissa c'è una riunione indispensabile. allora hanno concordato che una settimana lavora tre giorni tenendosi il lunedi e il venerdì liberi, favloso, e la settimana della riunione del lunedi lavora cinque giorni. Lo fa da anni e funziona benissimo.

Siamo tutti sostituibili o insostituibili, come vogliamo, basta guardarlo dal lato buono.

piattinicinesi ha detto...

tutti queti commenti fanno capir che questo è un argomento caldo, che non se ne esce facilmente.
io credo semplicemente che ci sono momenti diversi della vita, in cui le cose che per noi sono importanti non sono sempre le stesse. tu cerchi un equilibrio, ma in fondo ce l'hai già. è giusto che ti interroghi ma sai già la risposta, almeno per ora.
io credo che alla fine basterebbe per tutte le persone che lavorano ( e ci metto anche i padri) un giorno a settimana in cui si resta a casa, piuttosto che tanti part time, o la possibilità in certi periodi più difficili di essere maggiormente flessibili. staremmo tutti meglio e senza stravolgimenti.

Mamma Cattiva ha detto...

@Mammamsterdam - Seguo gli esempi che fai ma non riesco a trovarmici. Il Doc poi lavora in ospedale e non come pediatra di base quindi non gode della libertà degli ambulatori. Io non credo di avere quel potere di negoziazione. Di questi tempi, poi. Bello che sei passata :)

@Piattins - Già, la vita è fatta di tappe. Guarda i bambini!
In questi gg mi è capitato un giorno di telelavoro e ogni tanto non è malaccio.