martedì 5 gennaio 2010

Dare senso ai sensi di colpa


Qualche giorno fa ricevo la mail di Silvia e Serena di Genitori Crescono per invitarmi al tema del mese del Blogstorming. Annunciano che parleremo di "Ecofamiglie". Nella loro mail l'incipit è curioso. Si scusano perché questa volta non si rivolgono a me in prima persona ma con un generico "Carissimi amici blogger". Non che non l'apprezzi, al contrario, ma mi piace questo piccolo senso di colpa verso me medesima, perché hanno sempre più da fare e il tempo scarseggia. Mi piace perché significa che i loro contenuti hanno sempre più valore e sanno di poter contare sulla nostra comprensione. Dovrebbe essere così anche tra mamma e figli: se il mio tempo scarseggia perché aumentano le cose da fare a valore aggiunto, allora i miei figli saranno in grado di capire i momenti in cui non mi occupo di loro direttamente. Smaltimento dei sensi di colpa.

Ora la mia prima reazione è stata "Mumble mumble, e adesso che contributo posso dare?" Poi è partito un vago senso di colpa. Arieccolo, Mr. Senso di Colpa, sempre dietro l'angolo. "Sono io abbastanza eco-compatibile?" Formulo nella testa un breve elenco delle cose che faccio: non spreco acqua, spengo le luci, acquisto prodotti alimentari di stagione e del territorio, separo i rifiuti. Lo insegno ai bambini? Sì: chiudono l'acqua tra una lavata di denti e l'altra; fanno a gara a chi spegne prima la luce. A volte se la spengo io la riaccendono per poi dire che l'hanno spenta loro; ricicliamo vestiti e giochi, a monte e a valle, senza vergogna e pensieri che una cosa di seconda o terza mano sia disonorevole. Ma basta?
Do un'occhiata agli altri contributi…Acci, Mamma Imperfetta ha scritto un post perfetto. Anzi direi che ha scritto esattamente quello che mi passava per la testa. Devo quindi virare i contenuti se no ci ripetiamo.
Aumenta il vago senso di colpa. Uffi. Eppure nel 2009 ci ho lavorato sui sensi di colpa e me ne sono liberata vistosamente.

Idea! Avete presente quando vi regalano una cosa? Cosa rispondete? Prendete e portate a casa? Nella peggiore delle ipotesi esce uno spontaneo "Grazie". Se ve lo dimenticate, riparate con un "oddio, scusa, ero soprappensiero, grazie, grazie infinite".
Oppure, quando qualcuno starnutisce cosa dite? "Salute", mi auguro, sperando che il tipo si metta la mano davanti. Proseguiamo e facciamola più difficile. Quando scendendo dal treno vedete una signora anziana con la valigia, cosa fate? Personalmente mi offro di aiutarla e le porto il bagaglio giù. E tornando ai denti, la sera prima di andare a dormire quale azione mediamente riflessa portate avanti? Io non riesco ad andare a dormire se non mi lavo i denti. Scatta come una sensazione di fastidio.
Quest'estate siamo stati a Villasimius dove il comune gestisce in modo egregio il sistema di smaltimento rifiuti. La vacanza è poi proseguita nella casa in campagna dei miei dove vige lo stesso identico sistema. Abbiamo rispettato le regole e, tornati a casa, a malincuore siamo tornati alla banale separazione tra carta, plastica, vetro&lattine, pile, altro. Questo perché nel centro storico di Bologna non è previsto il supporto per la divisione tra umido e secco. Dopo solo quattro settimane di pratica "esotica", tornati a casa, abbiamo quindi provato un senso di fastidio, come se ci mancasse qualcosa. Chiamamolo "senso di colpa".

Ecco l'idea è che per una volta tanto un senso di colpa abbia poi il suo senso. Nel crescere la nostra famiglia e portarla verso scelte eco dovremmo lavorare ingegnosamente sui sensi di colpa e far sì che ogni volta che facciamo azioni dolose verso l'ambiente parta il disagio, il prurito e si compia quindi l'azione giusta. Più ci lavoriamo da piccoli e più certe attività diventeranno parte di noi, saranno leggere e spontanee. Non è solo l'educazione di dire grazie, prego, permesso e buonasera ma rispetto naturale per l'ambiente e le risorse scarse.

Sarebbe davvero bello se nel mondo sparisse la depressione o l'ansia post partum tipicamente generata dai sensi di colpa e prendesse piede la depressione per eco-incompatibilità. Allora sì che il mondo ne guadagnerebbe.

Questo post partecipa al blogstorming.


9 commenti:

Silvietta. ha detto...

Bella questa!
la filosofia dalla spazzatura! cara MC, come spesso accade ammiro molto il tuo stile di scrittura: prendi per mano chi ti legge, gli fai fare un giro tra i tuoi sempre ammirevoli spunti e gli apri la tua testa. E che testa! hai trasformato lo straordinario in ordinario e l'ordinario senso di colpa in uno straordinario motore di innovazione. mmmmmh sarà che ho incrociato la lettura con gli scambi da Flavia sugli obiettivi ma mi sembra una bella suggestione per tutto, non solo per i comportamenti ecocompatibili!
grazie,
a presto
silvietta

Silvia gc ha detto...

Vabbè, vabbè... chapeau!
Questa rocambolesca cavalcata dietro ai tuoi pensieri è stata davvero stimolante e divertente!
Ma si notava che mi sentivo un po' in colpa per la email generica? L'ho scritta io (non Serena, che è più composta in queste cose) e si vede: ho dei problemi con universali sensi di colpa irrisolti... Devo lavorare sul... farlo notare di meno! :)

Marilde ha detto...

Silvia gc: un po' si notava ma giusto un po'... Poi, io sono stata presa dalla colpa di non aver scritto ancora un post per il blogstorming e quindi...non distinguevo la tua dalla mia.

Mammacattiva hai scritto un gran bel post.

Serena ha detto...

e no, i sensi di colpa sono i miei, che siccome sono in "vacanza-forzata" a Roma, con accesso alla rete a sighiozzi, ho lasciato fare tutto a Silvia da sola.
MC questo post è bellissimo! Dovremmo veramente trasformare i nostri sensi di colpa da energia dissipata ad energia utilizzata. Meravigliosa!!

Mamma Cattiva ha detto...

@Silvietta - Sono andata a rivedermi quella conversazione...che roba! Vedi la storia di guardarsi indietro e capire quante cose hai fatto.

@Silvia GC - Mi hai dato un gran "la", un assist di quelli che fanno fare GOAL!!! Siamo una squadra, altro che! :) Oggi ho avuto tempo di leggermi qualche tuo post perduto e il tuo senso dell'umorismo tra le righe è sottilissimo.

@Marilde - Brava che mi aiuti a infilare il coltello in quel cuore di burro ;)) Dai forza aspettiamo un tuo post...

@Serena - Cosa è una vacanza-forzata a Roma? A Roma *costretta*? Sono contenta che hai apprezzato. Temevo di aver fatto un po' la furbetta ;)

Marlene ha detto...

Il fatto di lavorare sui sensi di colpa è sempre stato un mio punto di forza, tutto ciò che faccio lo faccio in modo da non avere sensi di colpa, non è facilissimo ma ci provo, e cavolo mi hai fregato il life-style. Cmq altro che per l'ecologia se davvero tutti avessimo una coscienza e non pensassimo solo al mero soddisfacimento dei bisgni carnali ma nutrissimo un pò piu lo spirito inteso appunto come coscienza, il nostro sarebbe un mondo migliore. Non voglio fare la fatalista ma siamo troppo presi da noi come indivduo unico da pensare a l'ecologia in termini tanto da ampi da non intaccarci direttamente. Dovremmo alzare un pò lo sguardo e vedere oltre, ma a chi interessa veramente? solo a chi vuole stare apposto con la coscienza, per il resto l'importante e chi si mangia e si tira vanti spazzatura o meno ci pensera qualcun'altro. Bel post e grazie per il commento che mi hai asciato come al solito non ti smentisci mai.

erounabravamamma ha detto...

bel post, me lo sono bevuta. mi costringi sempre a fermarmi un momento a riflettere, proprio a me che sono sempre di corsa. grazie

Anonimo ha detto...

mi unisco al coro. bel post e bella riflessione.
mammasidiventa.ilcannocchiale.it

mammamichi ha detto...

mi sento spesso una mamma cattiva...ma quando i meravigliosi occhi dei miei figli mi cercano mi sento subito una super mamma fortunata!
bello il tuo blog, lo seguirò con enorme interesse!
ciao