martedì 21 settembre 2010

Quell'assurda propensione di dare la parola amore all'infelicità

Una mia debolezza è leggere e interpretare la serendipità e la magia degli incontri.
La considero una debolezza perché è una visione facilmente manipolabile che ben si presta alle suggestioni del momento.
Eppure dietro alla conoscenza delle persone, ne sono convinta, c'è sempre un disegno che riusciamo a decifrare solo lungo il percorso e che ci svela deviazioni imprevedibili e poi si illumina alla fine, quando ne riusciamo a capire il senso. Non ci si rimette mai, anche quando certi incontri poi deludono.

Diversi mesi fa Panzallaria mi invita alla presentazione di un libro. Quando nomina l'autrice mi si ferma il cuore. Lidia Castellani è l'autrice del primo libro sul tema della maternità che ho letto quando ho scoperto di aspettare Leo, più di cinque anni fa. Lo scelsi dallo scaffale con quel giusto abbozzo di pancetta che ti scatena il desiderio di conoscere tutto quello che ti capiterà. Lo scelsi dopo aver messo da parte "Avere un bambino" che mi metteva l'ansia e mi imboccava mille malesseri.
Dire che "Mamma senza paracadute" trattasse di maternità è un po' riduttivo perché in effetti  la storia gira, sì, intorno a una donna alle prese con la sua maternità, ma come fosse un pretesto per sviscerare la natura complessa di una persona, risultato di scelte proprie, di un mestiere che deriva da un talento, quello della scrittura.
Dopo averlo letto l'ho prestato a diverse donne (in questo momento è in prestito) e l'ho anche regalato quando non potevo prestarlo.
L'idea di poter conoscere di persona l'autrice di quelle parole che tempo addietro iniziarono a svelarmi quello che veramente mi sarebbe accaduto mi sembrava una bella coincidenza, una di quelle che ti danno emozione.
Il lavoro poi si è messo di traverso e non sono potuta andare all'evento ma da quel momento ho aspettato con trepidazione l'uscita del nuovo libro "Il corpo non sbaglia".

Sempre il caso e un po' più di audacia hanno voluto che iniziassi a comunicare in rete con Lidia. Le ho confessato il mio compiacimento nel poterle parlare e sentivo nelle sue risposte un senso di stupore, come se si meravigliasse del mio apprezzamento. Questa è una prima cosa che abbiamo in comune: stupirsi delle parole di chi ti stima.

Il fatto che il libro si intitolasse "Il corpo non sbaglia" mi sussurava qualcosa per via di quello che ho vissuto sulla mia pelle. Ma non avevo ancora anticipazioni sulla trama e quindi leggevo via via incuriosita qualche sua intervista. In particolare mi colpì quella di Luca Signorini in cui Lidia accennava di una storia di violenza domestica e poi di solitudine e poi di labirinti.
L’ho scritto pensando a tutti quelli che soffrono per amore e imperterriti continuano a picchiare contro il proprio dolore come mosche contro un vetro chiuso. 
“E se la felicità non fosse in quell’amore, dove l’abbiamo sempre cercata?” E’ la domanda che la protagonista rivolge alle amiche prima di riuscire a dimostrare a se stessa e a loro che un riscatto dall’infelicità è sempre possibile. E’ così che questo romanzo dopo aver smascherato i meccanismi che rendono possibili gli amori infelici diventa un inno alla vita e alla capacità che hanno le donne di ricominciare, sempre, magari anche partendo da un nuovo taglio di capelli.
e poi…
D. [Luca Signorini] Lara, un altro personaggio del tuo romanzo, decide di dichiarare battaglia contro tutte le assurdità che si compiono in nome dell’amore. Questo suo atteggiamento non è in realtà l’ammissione di una sconfitta?
R. [Lidia Castellani] Si, se per amore si intende l’amore che ci fa sembrare normale qualsiasi sofferenza, che giustifica qualsiasi sacrificio anche quello estremo, della vita. ‘E’ una piaga sociale contro la quale non si fa nulla,’ dice a un certo punto Lara che si batte contro la disponibilità ad accettare relazioni fondate sull’infelicità e sulla mancanza di rispetto che ancora oggi troppe donne scambiano per amore.
Scrissi subito un email a Lidia pregandola di leggere La fragilità delle pareti femminili
e poi L'amore assoluto e anche Mettersi a nudo senza vergogna e lei mi rispose che aveva la pelle d'oca. Anche io ero particolarmente turbata.
Ora Il corpo non sbaglia l'ho letto e devo parlare direttamente a lei:

Una cosa, Lidia, non ti ho confessato. L'ultima delle coincidenze, un altro tema trattato che si è infilato spinoso sotto quella pelle d'oca: il tradimento.

Ecco, se abbiamo vissuto l'onta del tradimento leggeremo questo libro accompagnando per mano il personaggio del romanzo e ne vivremo fino in fondo, fino all'ultima riga, il lutto.

Credevo di aver sotterrato l'ascia ma non è così. Non credo che si possa mai superare quel senso di rottura. Vai avanti e scendi a compromessi, rinsaldi il legame con la te stessa più forte, fai pace con la tua solitudine e ne recuperi stabilità ma nulla ti potrà ridare la verginità di prima.

Un'ultima cosa e questa volta mi concedo di farlo rivolgendomi urlando a tutte quelle (sì, è alle donne che voglio parlare e non alle persone, perché in questo momento parlo da donna ferita ad altre donne che sanno essere carnefici) che agiscono senza pensare: perché, dico, perché vi infilate in una relazione senza il diritto dell'esclusiva? Perché il fatto stesso che sia in corso una storia con un'altra, senza porvi il dubbio che sia una storia buona o cattiva, non vi impedisce di proseguire? Sarete mai in grado di mettervi nei panni di chi subisce il tradimento?
"Passo dopo passo mi accompagna la sensazione che fin qui la mia vita sia stata come un pianoforte sul quale ho saputo suonare soltanto tre o quattro note. Ora è arrivato il momento di tentare qualcosa di più. More about Il corpo non sbagliaDi cominciare a vivere sul serio. Possibilmente insieme. E devo dirtelo subito. Da te voglio un amore grande o nulla. Una storia senza menzogne. Cancelliamole tutte e ricominciamo da capo. Con la stessa idea alta dell'amore che avevamo all'inizio. Altrimenti preferisco andare avanti da sola."

21 commenti:

Ondaluna ha detto...

Quanto ti adoro quando scrivi queste cose! :-)

pollywantsacracker ha detto...

cavolo, mi hai fatto venire i brividi. sensazioni sparse: giustificare l'infelicità con la parola "amore". essere stati traditi come perdere la verginità. e quelle che si buttano in una storia senza pensare all'altra, che potrebbero essere loro.
essere traditi fa male, perchè vieni tradita da un uomo, e anche da una donna, anche se non la conosci. io un uomo lo tradirei, una donna no.
grazie per questo bellissimo post.

valepi ha detto...

belle parole
ho avuto sospetto di tradimento solo una volta e, anche se non ne ho mai avuto la conferma, sono sicura che ci sia stato e sono impazzita... in ogni caso la storia andava già male e poco dopo è finita... ma quanto ha bruciato!!
un abbraccio

valepi ha detto...

e dimenticavo... credo che la parola da sostituire sia ad amore che ad infelicità, spesso, dovrebbe essere dignità... noi donne spesso ci dimentichiamo di essere prima di tutto "persone" (ed in questo un po' controbatto il tuo rivolgerti alle donne :)), dimentichiamo che dovremmo pensare prima di tutto a non perdere noi stesse e la nostra dignità ed il diritto ad avere un amore nostro (e non in subaffitto), felice e sereno (o vogliamo parlare delle donne che invece accettano le botte in nome dell'amore??) ... diversamente non è amore

PaolaFrancy ha detto...

Ecco. E' l' ultima parte che mi mette in crisi.
Io ancora non riesco a cancellare. Perchè io non solo ho un' idea altissima dell' amore - sempre, all' inizio, alla fine... - ma ho anche un' idea altissima della persona che mi ha deluso. Nonostante tutto.

E per quanto riguarda QUELLE donne. Io credo che sia proprio nella natura di certe persone non vedere gli altri, le persone - cavolo - i loro sentimenti. Ma solo se stesse, accecate da quell' unico obiettivo, dal pensiero della goduria che dà la vendetta, da quello che c' è fuori e non dentro.
E' questo che io non riesco a perdonare: la voglia di vendetta. Il desiderio di amore lo perdonerei ad occhi chiusi.

paola

Anna ha detto...

Leggendo questo post ho pensato a mia madre,a tutti gli anni che ha passato con mio padre sapendo di non averne l' esclusiva...è un libro che voglio leggere come figlia tradita.

rosa ha detto...

leggere questo post mi ha inchiodata. non alla realtà o a un dubbio, ma alla vita. il tradimento c'è, è attorno a me ovunque, potrebbe, come una nube tossica, arrivare a lambire anche me e sopratutto la mia famiglia nuovanuova. io ne morirei, lo so. CREDO di saperlo, perché come si fa a saperlo prima? e morirei due volte all'idea di dovermi accompagnare all'uomo che ha tradito il mio amore solo (...) per il bene di un figlio. morirei a sentirmi addosso quel timbro con su impresso la parola: clichè.

bismama 2.0 ha detto...

L'altra mattina ne parlavano in radio. Giustificare tanti comportamenti con la parola amore è indice di debolezza. Ne sono convinta. Si perchè ci vuole molta forza per rimettersi in discussione e coraggio per ammettere di essersi sbagliate nella scelta del proprio compagno.
L'amore vuole dire compromessi ma soprattutto rispetto.
Bellissimo post, comunque!

piattinicinesi ha detto...

una cosa ho capito dopo tanti anni, che per essere felici bisogna avere coraggio, essere sinceri con se stessi, e strappare a morsi quello che vogliamo dalla vita, anche e soprattutto nell'amore.

Anonimo ha detto...

Bellissimo post, come sempre quando parli d'amore, fai centro e mi sconvolgi! ;) Quanto è vero che spesso succede che giustifichiamo l'infelicità per/con l'amore! Quanto è vero che a volte perdiamo di vista il proprio rispetto, ancora per amore! :( detto cio', alla tua domanda vorrei provare una risposta Luisa: magari perché quando si incontra qualcuno che sembra LA persona da sempre aspettata, tipo anima gemella?!, se non è libera, uno si trova davanti a un dilemma, un duello fra la testa e il cuore, che non sempre la testa vince... Il tuo ragionamento non fa una piega, cioè eticamente è ingiustificabile, ma quanto spazio c'è per l'etica e i ragionamenti quando il cuore e i suoi desideri/sogni/esigenze prendono il sopravvento, quando non ti fanno ragionare più ?! Non sempre si è forte abbastanza per fare LA cosa giusta. ... Un bacio!
Isa

Lanterna ha detto...

OK, sei pronta per sottoscrivere la mia proposta di istituire un'ora di educazione sentimentale obbligatoria nelle scuole ;-)
Scherzi a parte, io non ho mai subito un tradimento classico ma sono stata tradita e ingannata nelle intenzioni e nei sentimenti dalla persona che avrei dovuto sposare 10 anni fa. Per fortuna ho avuto la forza di troncare, invece di rimanere in quel limbo che avrebbe voluto lui.
E da allora ricerco la verità dei sentimenti sopra ogni cosa. Per ora, credo di averla trovata e so di essere felice per questo.

elisa - mestieredimamma ha detto...

mi hai inchiodata allo schermo, lo devo rielaborare un po' questo post...
Anche io ho conosciuto Lidia, lei probabilmente non si ricorda di me, ma mi ha colpita perchè come tutti gli scrittori veri coglie quei sentimenti reconditi e quelle emozioni che non sapresti come esprimere.. Eh, e anche tu mi sembri sulla buona strada :)
L'ultimo libro di Lidia ce l'ho tra i prossimi da leggere, visto che Mamma senza paracadute mi è piaciuto tanto

Simo ha detto...

Carissima, anche io ho letto prima Mamma senza paracadute, poi Il corpo non sbaglia (quest'estate). Anch'io ho avuto la fortuna di condividerne le impressioni con la scrittrice (un'emozione bellissima) e di "stupirmi del suo stupore"! Ho anche organizzato un contest su suo suggerimento, al quale purtroppo per ora ha partecipato solo una persona e stiamo cercando di organizzare l'incontro e presentazione di entrambi i libri in una libreria della mia cittadina.
Questo volevo però dirti a proposito del tema tradimento, che anche per me è stato come rispolverare vecchie ferite: non condivido il "monito" rivolto a quelle donne che si "intromettono senza diritto"...il problema non sono le altre donne, ma i nostri uomini. Chi ci ha fatto male non sono le donne, ma i nostri uomini, che non ci hanno amate-rispettate abbastanza. Per il resto, non conta nulla: libero mercato, libera concorrenza!Ogni donna è libera di decidere se mettersi in gioco con un rapporto VERO o se "giocare facile" facendo l'amante.
Leggendo il libro Il corpo non sbaglia, ho addirittura pensato che Lidia probabilmente non è mai stata tradita: troppo immobile la sua protagonista, poco combattiva, troppo "dignitosa" in quei momenti in cui, lo sappiamo, perdiamo anche l'ultima goccia di dignità per RIPRENDERCI quello che è nostro, per poi magari accorgerci che non lo vogliamo più...
E, per quanto ne sappia, nessun uomo lascia scivolare via la propria donna per una storia di sesso. Troppo codardi certi uomini, soprattutto se ci sono i figli di mezzo!
Condivido in pieno invece la convinzione che, dopo il tradimento, nulla sarà più come prima. Superflua la parola "perdono", facile da dirsi ma difficile da mantenere per sempre. Io sono di quelle che "riscaldano i peccati del marito a colazione"...quindi potevo fare una cosa sola, e sono contenta di averla fatta: divorzio.

lorenza ha detto...

Insomma, sono passata, e sono rimasta senza parole per la bellezza del post e dei commenti. Poi il commento di Simo ha risvegliato con un'eco perduta dentro di me... A volte l'innamoramento è anche illusione, ed infilarsi nella vita di un uomo impegnato è l'illusione che lui non ami la sua donna, in un gioco di specchi in cui tutti sono colpevoli, chi più chi meno, e tutti sono vittime. A ciascuno, poi, la scelta di cosa fare con i cocci del vaso (che possiamo usare per continuare a farci male, oppure per rimettere insieme il vaso).

Anonimo ha detto...

Non so se lasciare questo commento ma sì, lo faccio. Quando mi sono innamorata di mio marito io ero fidanzata, e anche lui. Ci ho dato uno stop, in tempo perché non succedesse nulla, ho risolto la mia relazione che ovviamente era fallita e mi sono preparata ad essere tranquillamente sola. Perché mi voglio bene, e non accetterei mai di stare con uno che tradisce, e non accetterei mai di stare con uno che sta con una che tradisce. Dopo un mese, anche lui aveva messo a posto quello che doveva essere messo a posto. Dopo un anno e mezzo ci siamo sposati. Qualcuno mi aveva fatto il tuo stesso discorso tempo fa ed era stato fulminante. Le devo un matrimonio felice, mica poco. Grazie a te e a Lidia che avete il coraggio di ridirlo. L.

Marilde ha detto...

Ho letto entrambi i libri e mi sono piaciuti molto. E questo post è semplicemente perfetto.

Castagna ha detto...

Non mi va di spiegare perchè e per come, è una cosa vecchia, ma leggere questa roba è come essere investiti da un treno, per me.
Un attimo fa stavo benissimo, ora ho male da tutte le parti.
Ahia.

Però grazie, perchè tu le cose le dici.

Anonimo ha detto...

questo post e i commenti, che apprezzo molto, sono purtroppo totalmente slegati dalla realtà.
il tradimento è più approvato, giustificato o perdonato che condannato. Almeno in Italia.
Eppure quando viene scoperto (quindi spesso) fa così male...

Giulia

MammainblueJeans ha detto...

ho i brividi...

Mamma Cattiva ha detto...

Commenti troppo complessi per non meritare un post di risposta. A presto!!!

caia coconi ha detto...

ci ho messo un po' a rispondere perché io non sono mai stata in questi panni, ma, mio malgrado, nei panni dell'altra. e ci ho messo un sacco ad uscire da quell'incubo in cui mi sono sentita la vittima. perché il vero carnefice era lui: doppio, bugiardo, mistificatore, un mostro.
e sai quanto tempo ci ho messo a capire questa differenza e perdonarmi e perdonarla e dare le responsabilità a chi ce le aveva?
mi fa ancora male ripensarci, perché è stato proprio un periodo difficile, scrollarsi di dosso quell'amore viscido e sbagliato, pericoloso. e quella violenza che tutto conteneva, e quel dolore e quell'incapacità di darsi valore. di trovare risposte, di trovare i motivi. però sai una cosa? alla fine è lui l'uomo solo. le donne trovano sempre un modo per rialzarsi.

forse sono andata un po' off topic, ma leggerti mi ha riportato a galla un sacco di cose.