sabato 5 dicembre 2009

Una famiglia liquida

La mia è una famiglia liquida.

Non chiedete al Doc di dove è. Ti risponde con una lunga pausa, come per mettere ordine nelle sue origini: nato a Napoli da una calabrese, si trasferisce a Catania a pochi mesi di vita, nella città natale del padre. Qui ci resta per sette anni per poi muoversi su Milano, studiare da doc a Pavia, lavorare a Lecco e poi di nuovo a Milano, dove nasce Leo. E poi a Bologna per vivere tutti insieme, dove nasce Picca. E se fin'ora non vi siete persi per l'Italia, vi sarete resi conto che in questa famiglia non ce n'è uno nato nella stessa città. Quando compilo moduli burocratici che prevedono stati di famiglia il padre è NA, la madre (cattiva) è RM, il primogenito è MI e la seconda è BO. E se tutto funziona prossimo anno siamo a PR.

Intorno alcuni sono tornati in Calabria, altri a Roma, altri sono tornati dagli States e altri ancora negli States.

Fermi tutti! Fermatevi tutti!

Ogni tanto questa liquidità assorbe rumori di sottofondo dai mille accenti e modi di dire. Tanti, troppi o mai abbastanza approcci culturali distanti invadono il campo. Per forza di cosa i punti di osservazione sono molto diversi e raramente coincidono con la voce narrante.

A me i luoghi comuni assegnati ai luoghi di origine mi fanno ridere perché tutti sono tutto e il contrario di tutto.

Spesso mi chiedo perché trovo compatibilità e sintonia con voci sconosciute nella rete rispetto ai vicini di casa.

Dove è la verità? Nel mondo fisico tangibile ma spesso sfacciato e maleducato o nel mondo virtuale, garbato e regolato da norme di comportamento spontanee? E se le due dimensioni coincidessero?

Per giocare con i miei figli ho imparato molte filastrocche musicate. Prima del loro arrivo le lallabavo soltanto poi, con Filastrocche.it, ho imparato le parole. Alcune le ho inventate e stasera ne dedico una a Jolanda, lei capirà.

Si chiama "L'orsetto Zafferano", io ispirata dalla marionetta che vedete in foto, dalla passione per il cibo di mio figlio Leo, nato a Milano in una famiglia liquida:
Io sono Zafferano, l'orsetto di Milano.
Mi nutro di risotto perché ne sono ghiotto.

Se c'è la cotoletta ne voglio una fetta.
Se poi c'è il Panettone ne sono golosone.

La mia bela Madunina canto in doccia la mattina.
Di giorno vado in Brera, ci resto finché è sera.

Tifo l'Inter con papà,
ma ci vuole fedeltà [n.d.a. ricorreva l'anno 2005, tempi un po' più duri per la squadra del doc]

Sono amico di Leonardo...
che talvolta è un po'...PETARDO!!! [n.d.a. ricorreva quella fase meravigliosamente rumorosa]

21 commenti:

Ondaluna ha detto...

Secondo Bauman la società liquida è una società in cui non ci sono più regole forti, si sono indeboliti i rapporti e prevale l'impulso immediato. Ha indicato nella ‘liquidità’ la caratteristica dell’epoca post-moderna, in cui i modi di agire, senza dei punti di riferimento rigidi ma stabili com'erano un tempo, sono precari e soggetti a continue mutazioni.
Non so se la vostra è una famiglia "liquida" in questo senso, ma sicuramente è una famiglia ricca: perché viaggiando si impara, e dalla diversità nasce l'elasticità mentale che ti consente di mettere insieme cose e insegnamenti ed avere una visione più ampia della vita.
Le radici sono importanti, è vero, ma quelle passano attraverso gli affetti: tu e il Doc siete i depositari del "collante" che terrà insieme il tutto, incorniciato dalle emozioni dell'amore familiare.
Questo è quello che penso.

Jolanda ha detto...

Ma grazie della citazione! E se mi dai il permesso, pubblico anche la filastrocca nel database di Filastrocche.it, citandoti come autrice, naturalmente!

VereMamme ha detto...

anche noi non scherziamo, con SA LE AV RM! sai che mi ha fatto un po' ridere la frase "mondo virtuale, garbato e regolato da norme di comportamento spontanee". oggi riflettevo sull'esatto contrario: esiste gente in rete che si rivolge agli altri in modi tali che, sono sicura, non si permetterebbe mai di usare guardandoti in faccia. ma al volante magari, quello sì. o alle spalle. insomma..
se Jolanda accetta le manderò anch'io una filastrocca fatta in casa dal papà. sarebbe divertentissimo :)

Anonimo ha detto...

Noi invece siamo un tantino noiosi. Tutti, ma proprio tutti, targati LT. Almeno, quando si tratta di compilare i documenti non corriamo il pericolo di confonderci! ;-)
Comunque la filastrocca è proprio carina. Anche al Musetto è piaciuta. :-D
mammasidiventa.ilcannocchiale.it

francesca ha detto...

La mia famiglia e` liquidissima, ma devo dire che le radici le sentiamo molto profonde. Io in un odore di terra Vesuviana, mentre mio marito e` tedesco di un posto tra l'Odenvald e le citta`.
Farncesca

Mamma Cattiva ha detto...

@Ondaluna - Penso ad un'accezione positiva dove ci diamo la possibilità di scegliere. In effetti Baumann parla proprio del contrario, dove per sentirsi parte del tutto ci si omologa. Stimolante questa riflessione. Mi ha dato la voglia di approfondire.

@Jolanda - Grazie a me??? Permesso? Ma tu scherzi! Sono io che ti ringrazio di avermi dato la voglia di trovare le parole giuste...
Ovviamente mi piacerebbe molto che Zafferano avesse la sua dignità. Grazie!

@Flavia - Vero. In certe occasioni la rete è fatta delle stesse persone senza peli sulla lingua oppure ipocrite ma nei blog privati (intesi come salottino privato di conversazione) noto la tendenza all'ascolto e all'espressione garbata delle proprie opinioni. Quando poi iniziano i commenti estremisti e maleducati allora quello è il momento in cui il tuo blog è diventato un SITO ;)
Spero che Jolanda legga il tuo appello. Già mi immagino la filastrocca del Salentino...

@Mamma si diventa - Tantino noiosi ci credo assai poco :) Grazie a Musetto di aver apprezzato!

@Francesca - La liquidità non nega mai le radici ma sicuramente ci mette in una posizione di maggiore comprensione. Voler capire le proprie radici è una bella sfida. E al di là di alcuni conflitti per me ci sono i sapori. Forse per questo siamo così curiosi di cucina.

Silvietta. ha detto...

cara MC, mi ci vedo, mi ci sento in una famiglia liquida, liquidissima. Un po' per necessità un po' per passione. Credo ci dia - nella serietà - quel po' di leggerezza in più, quel po' di sete di vita. A volte spero che essere una famiglia liquida in una società liquida ci faccia cavalcare l'onda invece che esserne sommersi (ma sarà poi questo quel "surfare" che mi augurava Silvia GC? speriamo .... :-) un abbraccione, silvietta

Marilde ha detto...

E' un valore aggiunto enorme sapersi muovere, spostare da un luogo all'altro. Come Ondaluna penso che le radici passano attraverso gli affetti. I miei figli sono "liquidi", ed è una grande ricchezza per loro e per noi genitori quando telefonano, vengono a trovarci, o ci parliamo via Skype. Io mi sono sempre spostata di pochi chilometri, ma ho adorato i traslochi...e non escludo affatto di spostarmi ancora.

Ondaluna ha detto...

Assolutamente. Anche io pensavo all'accezione positiva di tutto questo.

valewanda ha detto...

Jolanda ne sarà lietissima...

Mamma Cattiva ha detto...

@Silvietta - L'onda anomala, traduzione italianish del noto Groundswell di Bernoff. Siamo noi, o no?

@Marilde - Quello su cui investo è sulla loro capacità di non impanicarsi quando devono affrontare i cambiamenti, tenendo però dei punti fermi. Traslocare ma ritrovare nella propria stanza il proprio letto e l'Orsetto Zafferano :)

@Valentina - A volte ci vuole veramente poco per far piacere a qualcuno...ciao Vale, grazie di essere passata!

bstevens ha detto...

perbacco!!! anche io vorrei essere liquida così! nella testa lo sono, ma le radici sono ferme qui da tanto tempo...

lastaccata ha detto...

Diciamo che anch'io sono un pout pourri di razze bizzarre: nonni calabro- marchigiani - napoletani, bisnonna romana de sette generazzzioni, una sorella emigrata in Padania, due genitori che vivono nelle Marche e svernano a Roma, partenope d'adozione ( la mia casa editrice è di Napoli così come la stragrande maggioranza degli scrittori con i quali ho l'onore di scrivere nelle antologie). Certo, in confronto a voi sono un'umile dilettante ma mi sto organizzando: medito da tempo di emigrare in Australia, chissà che prima o poi non mi riesca? E'sempre un piacere leggere i tuoi post!

Farmaciaserrage ha detto...

Bella l' idea della liquidita',la fortuna sara' da grandi per loro di avere ricordi in cosi' tante citta',riguardo alle affinita' scoperte in rete per me e' una delle sorprese di quest' anno , sara' anche per che i vicini di casa non li scelgo ed i blog divertenti ed interessanti si!

M di MS ha detto...

Mi permetti il gioco di parole?
Dove c'è famiglia c'è casa;)

sabrine d'aubergine ha detto...

Di famiglie liquide me ne intendo: anche noi siamo quattro, nati in quattro posti diversi. Le radici? Sono convinta che in buona parte ce le scegliamo, nel senso che dopo tanto girovagare abbiamo preso un po' qua e un po' là, selezionando noi cosa - e come - essere... Ciò non toglie che qualche briciola di nostalgia ci sia, ma senza voglia di ritorni al passato. Anzi, intesa come forza interiore per affrontare nuovi viaggi e nuovi, ulteriori "riposizionamenti sul territorio", a prova di vicini poco affini...
Mi piace questo tuo spazio. A presto
Sabrine

Mamma Cattiva ha detto...

@bstevens - La liquidità alla fine è uno stato mentale...

@lastaccata - Ecco appunto. E i luoghi comuni non solleticano mai la tua sana ironia?

@Farmacia Serra Genova - Un po' come i parenti...;)

@M di MS - ahahhahhha! Ma tu mi provochi!!!
E per sentirsi davvero liberi bisogna avere radici:
http://www.youtube.com/watch?v=9GcEQd7sNGo
:))

Anonimo ha detto...

io ho avuto due esperienze di maternità diversissime...
la prima contraddistinta dalla angoscia e dalla solitudine che descrivi riguardo la tua esperienza di maternità, ma era una maternità dove cercavo di "condurre io il gioco"...
mi opponevo alla natura e la natura mi schiacciava...
con la seconda mi sono abbandonata invece completamente a quello che la roiproduzione mi chiede e sono stata mostruosamente felice...
ancora oggi scrivo con lei attaccata addosso ad un seno, una immagine di orripilante dipendenza per molti, forse pure per me 5 anni fa, all'epoca della prima creatura, e che invece ora mi pare il solo modo possibile di essere mare...

bada, non c'è abnegazione, fustigazione, soffrenza o pseudoeroismo in quello che faccio eh? solo abbandono...meraviglioso splendido abbandono e siamo tutte molto più felici!
p.s. e sono pure riuscita atornare subito al lavoro senza che la creaturina s barelli quando la mollo...

Mamma Cattiva ha detto...

@Anonimo - Intenso questo commento notturno. Per me anche con Picca c'è stato maggiore abbandono ma, forse per carattere, non sono mai riuscita a sentire dei richiami dalla natura. Quello che viene definito istinto materno e chissà perché viene spesso sovrapposto con l'amore, è ancora per me una forza insieme affascinante e misteriosa. L'amore infinito per i miei figli l'ho costruito poco alla volta. Non ci sono arrivata per istinto.
Lasciami solo aggiungere che l'immagine di un bimbo attaccato al seno della mamma, quando gli occhi della mamma sono sereni e la mente abbandonata, non può mai essere o sembrare un'immagine di orripilante dipendenza. Grazie di questo abbandono :)

Marlene ha detto...

hei Mc che bello tornare tra i tuoi post, e un pò come rincontrare qualcuno di speciale e vedere che va tutto bene sta bene e tu di consuguenza non potevi sperare di meglio. Volevo ringraziarti per il pensierino carino che hai avuto, non vi è stata risposta, non per mio volere, ma ora rimedio. Corro qui nel tuo territorio a dirti subito che piu che liquida la tua famiglia puo quasi essere definità multietnica, il chè puo essere ritenuto di grandissimo vantaggio in termini di conoscenza e formazione e che anche se effettivamente sul web non lasciavo tracce, quando mi era possibile ero qui a leggere di te.

Anonimo ha detto...

L'amore è liquido.. la vita è liquida.. il dolore è liquido e ti pervade ovunque con forza.. togliendoti il respiro... la perdita della persona amata è liquida... compagno, marito, figlio, amante, sogno che sia...