giovedì 2 luglio 2009

Il sapore delle dimissioni

Mamma Cattiva: Hai un momento che devo parlarti?

Lui, il capo: Un minuto...

Mamma Cattiva: Be' magari anche 5. (mi siedo)

Lui: Sei incinta?

Mamma Cattiva: ...Bè...no...veramente no...le donne fanno anche altre cose oltre ai bambini...

Lui: (sospiro di sollievo)

Mamma Cattiva: ...tipo cambiare lavoro...

Lui: ...cosa intendi scusa?...

Mamma Cattiva: sono qui per comunicarti che rassegnerò le mie dimissioni.

Lui: Ma cosa dici?

Mamma Cattiva: Sì, ci ho pensato molto bene.. Ho ponderato la cosa ma ho deciso di accettare una nuova opportunità.

Lui: Ma come ora che c'era un progetto importante? (N.d.MC. Il progetto importante sarebbe il normale contenuto del mio lavoro, un po’ come se al ciabattino sotto casa mia, che ultimamente lavora tutti i festivi e fino alle 22, gli venisse comunicato che entro l’anno ha l’importante obiettivo di riparare l’80% degli stivali del quartiere)

Mamma Cattiva: Bè...per me questo tipo di progetti sono all'ordine del giorno. Magari ho un'opportunità più importante, diversa e ho deciso di coglierla. Sai sono 11 anni che lavoro qui…

Lui: E come facciamo noi?

Mamma Cattiva: (c@ssi vostri....no, questo non l'ho detto) Mi spiace ma sono sicura che troverete una soluzione. Sono cose che succedono.

Lui:....

[]

Mamma Cattiva: Buongiorno Ragazzi, vi devo dare una big news?

Il Team: Sei incinta?

Mamma Cattiva: Ma no, dai, e che cavolo. Ma non avete altro per la mente? C’è che…(respiro profondo) ho dato le dimissioni.

Il Team: (stato di agitazione) Stai scherzando? E noi come facciamo?

Mamma Cattiva: (penso, vi voglio bene ragazzi che fingete di pensare che non ce la farete senza di me) Ce la farete come sempre. Il lavoro duro lo fate voi e siete giovani e forti (anche io però…)

Il Team: Se ci avessi detto che eri incinta (sarebbe il terzo, ma siete fuori?) saremmo stati meno preoccupati.

Mamma Cattiva: Io invece avrei fatto una valigia e abbandonato il tetto coniugale.

[]

Mamma Cattiva: Ehi, collega, sai cosa c’è di nuovo?

Collega: Hai comprato casa nuova?

Mamma Cattiva: (Finalmente qualcuno con un po’ più di fantasia…) No, macché, nulla di tutto questo.

Collega: Dai racconta. Cosa hai combinato?

Mamma Cattiva: Me ne vado. Cambio lavoro. Per diversi mesi farò 200 km al giorno per andare e tornare. Lavorerò come una pazza e pagherò per più ore la tata.

Collega: …Ma non credi che con questa scelta toglierai qualcosa ai tuoi figli?

Mamma Cattiva: (Penso, avrei preferito la supposizione che aspettassi il terzo figlio) Non credo, sai. È la migliore scelta di questi ultimi anni, insieme a quella di averli, questi bambini. Avranno una mamma felice, cattiva ma felice.

Per oggi i rumori di sottofondo sono sufficienti. E sono stata sintetica, molto sintetica.

20 commenti:

supermambanana ha detto...

evvai! In bocca al lupo, dai che ce la fai!

Mamma imperfetta ha detto...

Fa sempre bene, benissimo. Il cambiamento è sano, è energetico, è entusiasmante.
In bocca al lupo di cuore
Silvia

VereMamme ha detto...

sempre meglio di
(cena di Natale, tavolo col Team)
"allora ragazzi un brindisi, aspetto un bambino!"
"...."
"...."
"...."
(neve)

Marlene ha detto...

L'unica cosa che puo fare una donna seduta seria davanti al capo e dirgli che in cinta? Ma è proprio cosi riduttiva la nostra funzione sociale, serviamo solo a fare figli, non e possibile anche per noi, fare progetti ho avere delle comunicazioni importanti da fare , che non siano per forza l'arrivo di un bambino.
Complementi, lì hai lasciati tutti di stucco!!! Come mi piace questa cosa: sorprendere!

Renata ha detto...

Il dado è tratto! Commento in modo forse un po' banale.
Hai detto bene, i bambini si accorgono se siamo felici e respirano il nostro umore. Vedrai che andrà tutto per il meglio!

Mamma Cattiva ha detto...

Un grazie energico, ma molto energico a tutte. Questo mi da' molto gusto e da' molto valore alla scelta di aver aperto un blog.

@Marlene - La cosa che più mi ha indignata è stata che la presunzione di gravidanza non si sia manifestata solo da parte del capo, ma più o meno la maggioranza ha tratto le stesse conclusioni. Concedo pure un po' di fretta e di banalità nell'immaginazione ma in generale non possiamo che constatare che a una donna si concede solo la grande svolta dei figli, raramente quella di altre scelte: studiare, fare un viaggio, licenziarsi per stare a casa (questo spesso e volentieri è una scelta obbligata) o per cogliere un'opportunità diversa, di qualsiasi tipo.
Questo è talmente radicato che l'unica fonte di realizzazione sembra essere quella di riprodursi, di investire in altri esseri umani.

Approfondirò in futuro il tema della procreazione come atto di concessione di libertà, ma, in risposta "provocatoria" alla vostra rara solidarietà, non posso che rattristarmi nel vedere che le prime a non capire sono spesso le donne.

mammafelice ha detto...

Adoro le sfide! Io 5 anni fa ho lasciato lavoro, casa e città... ed è stata la scelta più felice e soddisfacente di tutta la mia vita.
Ti auguro che sia la stessa cosa anche per te!

Mamma Cattiva ha detto...

@mammafelice - E se ho capito dove abitiamo, saremo vicine vicine ;) Magari ci conosceremo!

VmnP ha detto...

Beh direi che é un sapore dolce, con una grattatina di buccia di limone peró! Complimenti per il grande passo che immagino abbia avuto una lunga gestazione!

Mamma Cattiva ha detto...

@VmnP - Lunghissima! E il parto equiparabile ai miei due cesarei. Piatti deliziosi con grattatina di limone, no? ;-)

Francesco Giartosio ha detto...

Maddai, vai via?? E vai a lavorare in un ruolo simile? Brava, così si fa, in bocca al lupo!

Dovremmo vederci giovedì sera, così mi racconti (se vuoi).

Francesco.

Mamma Cattiva ha detto...

@Francesco - Ehilà! Benarrivato nel mio blog! Come te la passi? Che dirti? CRE-PI!!
Spero di farcela giovedì e sicuramente ti racconterò. Oramai il dato è tratto, direi (anzi come direbbe Renata :)

Anonimo ha detto...

rientro tra i tanti che hanno pensato al terzo figlio, ma più come un augurio che come un dovere sociale. Mi rendo conto quindi che a volte la fantasia possa avere grossi limiti, ma cosa ci vogliamo fare, l'importante è che sotto sotto gli auguri, per qualsiasi cosa in ballo, siano veramente sinceri.
roberto :-)

Mamma Cattiva ha detto...

@Roberto - Il tuo "Sei incinta?" anche se seguito da un mio breve "Vaffa..." ha avuto un effetto molto effimero perché ha prevalso la voglia di raccontarti tutto, amico mio. Non starmi a spiegare la sincerità dei tuoi auguri. Ne abbiamo fatta di strada insieme! Rimpianti? Forse uno: quello di non aver provato il gusto di dire "Sono incinta" a quelli dell'Hatù!
(n.d.MC. Roberto ed io, tanti anni fa, abbiamo lavorato insieme in Hatù-Ico, nota azienda del bolognese, meglio conosciuta per la produzione e distribuzione di Jeans e Settebello. Dopo due anni di intenso lavoro l'allora multinazionale proprietaria dismise lo stabilimento di produzione per conservare i soli stabilimenti in Thailandia, Spagna - paesi in cui la manodopera è decisamente più "concorrenziale" - e Roby e la sottoscritta furono licenziati/messi in mobilità.

Laura.ddd ha detto...

in bocca al lupo!

Mamma Cattiva ha detto...

@Laura.ddd - Ha da morì stecchito ;)

Mamma che fatica! ha detto...

Avanti... a noi puoi dirlo, sei incinta vero?
Scherzo! Questo post sembra la scena di un film (che mi è piaciuto vedere), forse è come una specie di riscatto che sognano molte donne quando del loro lavoro non sono soddisfatte, ma che ogni giorno non hanno altra alternativa che alzarsi e andare in ufficio!

Mamma Cattiva ha detto...

@Mamma che fatica! - Il tuo nome mi piace assai, punto esclamativo compreso! Hai centrato la sensazione del film. Se poi ti piace pure...se poi ti suggerisce qualcosa per il futuro, coraggio! Non credo che tutti dobbiamo per forza scuotere la vita ma almeno provarci. Spingere qualche pulsante, azionare qualche leva.

Anonimo ha detto...

I capi e le aziende non si smentiscono mai...
Specie quando si parla di donne, di bambini, di dimissioni, di finti o smisurati dispiaceri.

Io quando chiesi due mesi di aspetattiva non pagata per l'arrivo del secondo figlio:
- in azienda fece scalpore, scandalo, generò ostracismo poi sconfinato nel mobbing
- per ostetrica, pediatri, INPS ecc fui una mosca bianca e quasi un case study da seminari socio-pedagigici
Lo rifarei, anzi per ancora più mesi come mia moglie voleva: furono tra i più belli della mia vita!

Avanti tutta dunque per la tua nuova strada, professionale e di vita.
I cambiamenti, gli stimoli sono fonte di soddisfazione e di energia anche per sopportare i viaggi.

I migliori auguri :)

Alessandro, "babbo-buono"

Mamma Cattiva ha detto...

@Alessandro - Bentrovato! Sai che io li prenderei a schiaffoni quelli che si meravigliano di un'aspettativa presa da un padre? Tu continua a vivere in questa coerenza facendola passare per la cosa più normale del mondo. Magari iniziamo a prenderci gusto. A presto!