Oggi un po' di leggerezza. Un messaggio positivo sulla semplicità. Perché in un post precedente era emerso un valore diverso da quello che normalmente attribuisco alla semplicità. Per me la semplicità è un'aspirazione, una sogno, una visione. E' l'opposto della complessità a cui siamo inevitabilmente votati.Solo un pensiero dedicato alla complessità: c'è stato un momento della mia vita in cui il gridare "voglio una vita semplice" mi ha portato in un baratro senza via di ritorno. La via di ritorno sono poi riuscita a percorrerla, se no non sarei qui a raccontarlo, ma il lungo percorso di analisi che ho fatto mi ha insegnato che tutti siamo esseri profondamente complessi, che non possiamo fuggire da questo e che l'unica via di salvezza è fare di questa complessità una ricchezza, una sorgente di opportunità.
Non se ne esce per sempre da quel grido di dolore ma, se ci si impegna, si imparano le strade per farsene una ragione.
Dalla recente lecture di BJ Fogg a cui ho partecipato qualche settimana fa, ho portato a casa un'interessante sollecitazione. BJ si fa promotore di "Think small. Everything big started small": le cose grandi e importanti si realizzano grazie alla sperimentazione di piccole cose. Se poi per far accadere le cose devi convincere altri, la tua capacità persuasiva dipende dalla presenza contemporanea di tre fattori: la motivazione, la capacità e il fattore scatenante.
Motivation, Ability, Trigger. In sostanza se vuoi convincere altri a fare qualcosa in cui credi, le persone a cui ti rivolgi devono essere motivate, essere capaci a fare quello che stai chiedendo e avere in quel momento il modo per fare quella determinata cosa.
Nella sua semplicità questa considerazione mi ha profondamente colpita. Quante volte troviamo cento volte più efficaci dei messaggi, delle richieste, delle azioni dirette, rispetto all'oratoria mediatica e sofisticata di molti professionisti della comunicazione? I nostri stessi figli sono campioni in questo: "MC, (Leo mangiando un'albicocca) hai sentito l'odo(r)e delle vitamine?"
Nel mio piccolo ci vorrei provare anche io e, così, ispirata da alcune immagini scattate questa estate, con cui volevo dimostrare che non è sempre necessario acquistare numerosi e complessi giocattoli ai nostri bambini, vi chiedo di aiutarmi a convincere il mondo di questa idea.
Indipendentemente dall'età dei vostri figli, ricordate, attendete, osservate e quindi cogliete un momento di gioco dei vostri figli, un gioco costruito con l'immaginazione. Vorrei dimostrare quanto, con pochi mezzi e molta fantasia, sia possibile divertirsi.
Abbiamo una motivazione, la nostra, che la sollecitazione del consumismo esasperato è imbarazzante.
Abbiamo la capacità di farlo: raccontiamo la nostra personale esperienza, vera e diretta.
A nostra disposizione il grilletto: un blog che ha voglia di raccontarlo e ti permette di dirlo. Commenta!
Un esempio molto bello lo trovate in Albero Arcobaleno.
Ben vengano semplici descrizioni, link di post che già raccontano giochi semplici eppur complessi amati dai nostri figli. Sarà mia cura integrare questo post con i link che centrano il tema.
BANG!
[Fichi d'India, incipit di una storia di topolini, lungo la strada per il mare per distrarsi dal sole cocente]Michele suggerisce un modo semplice di pensare alla scuola, e di educare i propri figli
http://www.pedagogiadellalumaca.org/diritti.html
e il libro "La pedagogia della lumaca"
Francesca segnala: http://buntglas.wordpress.com
Design per bambini parla di Idee semplici per giocattoli home-made
http://www.pedagogiadellalumaca.org/diritti.html
e il libro "La pedagogia della lumaca"
Francesca segnala: http://buntglas.wordpress.com
Design per bambini parla di Idee semplici per giocattoli home-made
Questo post partecipa al blogstorming.

