Un'amica mi chiede un consiglio.
Immagina che qualcuno ti dica di imboccare un'autostrada, un percorso che conosci a menadito, che non segui da qualche tempo ma che conosci molto bene; nel frattempo qualcuno ci avrà costruito dei nuovi ponti, risistemato l'asfalto, tagliato qualche albero ma quell'autostrada riusciresti a farla ad occhi chiusi perché per un lungo periodo l'hai attraversata avanti e indietro a passo d'uomo a volte, oltre i limiti di velocità altre.
Sul percorso dovrai per forza fermarti alle stazioni di servizio e fare il pieno di benzina o la macchina che ti porta necessariamente si fermerà; non ci sono ancora alternative alla benzina: puzza, inquina e costa un sacco di soldi ma fin quando non avrai una macchina elettrica o una bicicletta in grado di portarti fuori pista non hai alternative. Ti daranno dell'anti-ambientalista, del pigro e del conformista, etichette da cui da tempo vorresti affrancarti.
Per un tempo non definito, perché non ti è dato modo di saperlo, non sarà un percorso a una direzione, andrai avanti e probabilmente imboccherai delle uscite sbagliate, tornerai indietro per ritrovare l'ingresso nella direzione opposta e via di nuovo. Troverai lavori in corso, traffico, incidenti, code, il deserto della notte, il caldo dell'estate. Il costo dei pedaggi e della benzina sarà molto alto.
Sai benissimo cosa troverai alla fine dell'autostrada, conosci bene anche quel punto di destinazione. Proverai una sensazione di onnipotenza, di avercela fatta, troverai persone che ti daranno una bella pacca sulla spalla e magari ti diranno che sono fieri di te. E' un luogo però in cui hai una sola certezza: sarai da solo. Persone (i tuoi figli oppure la persona che ami, oppure i tuoi genitori, il tuo migliore amico, fai tu), sogni e progetti che erano con te nel punto di partenza non ci saranno più. Sono persone che ami infinitamente e sogni a cui tenevi tantissimo, ma che non intendono ritrovarsi all'appuntamento del punto di arrivo. Tu sei lì che guardi avanti e loro rimangono indietro. Nel loro sguardo c'è solo il desiderio che tu parta, nessuna parola sul fatto che ci saranno. Non ci saranno.
Ma se sai che devi arrivare a una destinazione in cui la cosa a cui più tieni non ci sarà, tu partiresti?
Visualizzazione post con etichetta inevitabilità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta inevitabilità. Mostra tutti i post
lunedì 11 aprile 2011
sabato 11 luglio 2009
Arrivano i mostri
Il rumore di sottofondo che mi ha accompagnato durante l'intero anno scolastico è stato: "E' inevitabile. Prima o poi cederai anche tu a Gormiti e Winx".Ora, il tema Gormiti/Winx contro tutti, promotori da una parte e detrattori dall'altra, immagino, sia stato già ampliamente trattato. Probabilmente non dirò nulla di nuovo. Onestamente non lo so se prima o poi cederò. Il punto non è questo.
Il punto è che io ci ho provato a respingerli/e.
A Natale sono arrivati i primi due ma, trovandoci lontani da casa, con la scusa di selezionare il contenuto delle valige di ritorno, li ho volutamente lasciati fuori di casa. E nessuno se ne è accorto. Non ne ho mai comprati/e e non li ho mai regalati/e.
Mi sono documentata per capire di cosa effettivamente si trattasse perché, senza sapere chi fossero e da dove provenissero, ero prevenuta verso degli oggetti plasticoidi e mostruosi e verso i relativi bambini utilizzatori.
Non sono stata fortunata. Quelli che incrociavo con dei Gormiti in mano tendevano ad essere piuttosto aggressivi ed invadenti e soprattutto fortemente persuasivi nel "voglio il prossimo". Quelli (per onor della cronaca dovrei dire "quelle" visto che, ahimé, sembrano appartenere al solo mondo femminile) con le Winx avevano uno sguardo sveglio e furbetto, il rosa e la porporina argento prevalevano in vestiti e scarpe e, anche in questo caso, un atteggiamento senza dubbio "voglio e posso". Questa è un'osservazione statistica e piuttosto superficiale ma, in generale, ho vissuto questa esperienza.
Comunque per ammorbidire il pregiudizio ho cercato di capirli e ho scoperto che i Gormiti, infondo, hanno una storia tutto sommato abbastanza interessante: intanto li ha inventati un italiano e questo ci fa sempre onore, poi si tratta di personaggi mitologici e scenari di gioco complessi, dove regna sempre il distinguo tra il bene e il male. L'intreccio epico narrativo richiede un notevole sforzo mnemonico, quindi l'intento di partenza non può che essere lodevole. Le Winx, anche loro frutto dell'ingegno di uno studio italiano, sono tutto sommato delle fatine, forse un po' leziose ma pur sempre scudiere del bene e del valore dell'amicizia. Anche qui l'intento di partenza è meritorio.
Ribadisco, non è questo il punto.
Per quanto, nella fase di assoluta non scelta dei mie bambini, mi sono ostinata a tenerli/e fuori e a indirizzare, quando potevo, gli acquisti verso giochi che reputo più stimolanti nell'uso della fantasia, a un certo punto, i "mostri", senza neanche bussare alla porta, sono entrati.
Nella scuola materna di Leo, di cui ho già iniziato a parlare, dove Ms. Montessori in persona manda avanti programmi encomiabili e stimolanti, ogni venerdì si pratica una sorta di tombola win/win: tutti portano a casa qualcosa. I premi sono messi a disposizione dalle famiglie stesse (a me toccherà dall'anno prossimo).
Ogni venerdì Leo porta un nuovo trofeo. Fatevi il conto di quanti venerdì ci sono in un anno scolastico. Talvolta ho avuto il dubbio che un tal ben di dio fosse stato sapientemente trafugato da mio figlio a qualche ignaro bimbo, ma nessuna mamma ha mai reclamato nulla (come invece capita per cappotti e maglie scambiate), quindi immagino che sia stato realmente il frutto di un libero scambio.
Questa mattina mi è venuta l'idea (scopo anche mettere un po' di ordine) di andare a caccia di tutti gli intrusi ereditati da questa oscura sorgente esterna. Leo e Picca ne hanno scovati ovunque. Abbiamo selezionato i mostri, litigato per decidere chi fosse un mostro e chi no (io per esempio ho insistito per uno zoccolo olandese di gomma rosa fuxia che per Leo non apparteneva alla categoria mostro), arrangiato un set fotografico e clic. Il risultato, che non rende granché, è in testa al post.
Per concludere non ho intenzioni censorie nei confronti di questi e altri giochi. Quello che mi spaventa è l'effetto fiscale di questi fenomeni. Se cadi nella rete e perdi la lucidità, il controllo della domanda, rischi di investire una somma di denaro spropositata in oggetti seriali di plastica, che nulla lasciano all'immaginazione dei nostri bambini. In questo mi sento un po' nostalgica, ma va bene così.
Tags:
giochi,
gormiti,
inevitabilità,
winx
Iscriviti a:
Post (Atom)