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martedì 19 ottobre 2010

Dalla parte delle bambine cattive

More about Dalla parte delle bambine

Dopo la giornata rosa di ieri dedicata alla campagna per la prevenzione del tumore al seno e il sostegno di LILT, scrivo oggi a favore del superamento degli stereotipi di genere e lo faccio da Genitori Crescono.

Colorare una giornata di rosa deve poter continuare nelle nostre vite quotidiane, impegnandoci a non mettere nella testa dei nostri figli che ci sono limiti dipendenti dal loro essere maschio o femmina.

Insegniamo loro a colpire e lottare contro i veri limiti e non perdere tempo ed energia creativa dietro alle false distinzioni di sesso.

Solo facendo il possibile per fare quello per cui ci sentiamo portati ci renderà liberi da stereotipi, tipizzazioni e pregiudizi.

Questo post partecipa al blogstorming.

venerdì 24 settembre 2010

Appendice appendicite


Devo riconoscere una cosa, che i vostri commenti sono piuttosto impegnativi. Non so cosa capita ma partono delle discussioni garbate eppure appassionate su temi un po' spinosi.

E questa volta devo fare un post per rispondervi. Non solo a chi mi ha commentato pubblicamente ma anche a chi mi ha scritto direttamente o che ho visto di lì a poco.
Suvvia, togliamoci questa appendicite.

E' vero. Ho trattato bruscamente e spavaldamente il tema del tradimento, pungolata dalla lettura di un libro che te lo infila dentro le membra. Ne esco ancora molto turbata. E poi alla fine del mio precedente post me ne esco con un apparente attacco alle donne/amanti, io che dichiaro a mari e monti di detestare le conversazioni di genere e i cliché pre-compilati. Ma come? Parli alle donne? E agli uomini, no? E poi perché te la prendi con lei? E' lui che ti ha tradito. Infondo lei neanche ti conosceva, badava ai suoi interessi, magari lo amava infinitamente ed era l'uomo della sua vita e con te lui si lacerava in una storia malata, bruciata, finita. Ma come, tu neghi l'amore assoluto e poi ti dichiari così estremista verso la categoria delle amanti?

Spieghiamoci e chiariamo i fatti. Per me è un fatto che la vita è talmente complessa che dividerla tra i buoni e i cattivi è sempre troppo banale. Per me il mondo è fatto di persone e non di uomini e donne. Certo ci sono gli uomini  e le donne e anche tante interessanti vie di mezzo ma proprio per questo motivo il mio approccio alle persone si qualifica come approccio ai singoli individui. Per quanto la rete ci ha dato modo di conoscere e frequentare un numero assai maggiore di persone rispetto a quando conoscevamo e frequentavamo solo il mondo fisico, io sono dell'idea che nella nostra breve vita le persone con cui abbiamo a che fare sono così poche che abbiamo per ognuna il tempo di farcene un'idea, magari anche in evoluzione. Questo per dire cosa? Che anche ogni storia di tradimento ha le sue logiche e le sue giustificazioni e io non sono una vecchia moralista che manda al rogo chi tradisce. Men che meno solo le donne.

Per me chi tradisce è prima di tutto consapevole di farlo. Sa. Sa di poter fare del male, sa di raccontare menzogne e di vivere di sotterfugi. Sa che esiste un altro o un'altra e nonostante questo accetta di non essere l'unica/o. Molti di coloro che mi hanno commentato per difendere la causa dell'amante hanno detto che non sapevano. Quando non sai, pur tradendo, sei vittima. E se quando lo scopri ti incazzi e pretendi che l'altro/a si assuma le sue responsabilità e decida quale strada prendere allora vuol dire che hai rispetto per te stesso/a.

Ho accusato le donne da controparte ferita e me la sono presa con quelle che non fanno neanche uno sforzo di empatia, che non provano disgusto all'idea che quando lui ti appartiene, in altri momenti è anche dell'altra. E tu lo sai mentre l'altra no. Ciò non toglie che il primo che ho preso a pugni è stato lui.

Curioso che io abbia anche provato a capirla. @Isa, me lo sono posto il pensiero che lei era innamorata e non poteva razionalizzare. Ma sai alla fine cosa mi sono risposta? Che no, io nella stessa posizione non l'avrei fatto, che non avrei potuto amare un uomo che fa il doppio gioco, che avrei preteso molto di più, che avrei posto le mie condizioni. Esattamente come non accetterei di subire violenza fisica, quella per me è violenza psicologica.

E c'è di più io non credo neanche nel perdono. Se decidi di andare avanti devi ricominciare, non puoi mettere una toppa con la parola perdono. Il perdono guarda indietro. Io ho deciso di guardare avanti e di fidarmi. Se avessi perdonato io sarei stata troppo forte e la relazione ancora sbilanciata.

venerdì 7 maggio 2010

Uomini, persone

 [Img Taken by Mamma Cattiva in Austria]

Oggi non vi parlerò del doc o di mio padre o di mio fratello o di un ex. Oggi voglio parlare di tutti quegli uomini che, anonimi o meno, ma reali, mi capita di osservare o ascoltare nei mie percorsi quotidiani: amici, colleghi, collaboratori, passanti, blogger, commentatori, vicini di social network.

Fotografo con gli occhi una modalità di agire, ascolto esporre un loro pensiero o raccontare un'azione a caso quotidiana, origlio una loro conversazione privata al telefono e mi rendo conto di quanto sono diversi dagli uomini che calzano banalmente  il cappello da "uomo". Sono uomini lontani mille miglia da quelli che devono per forza essere arroganti, un po' macho, poco femminili, omofobi, della serie "l'omo pe' esse omo ha da puzzà". Ho sempre detestato quel genere di stereotipo. Non mi piacciono gli uomini aggressivi, quelli che per ottenere l'attenzione devono picchiare, anche solo in senso lato, quelli che un po' di volgarità gratuita fa chic, quelli che la famiglia viene dopo il lavoro e il potere. Non mi piace l'uomo che mette sempre un opportunistico confine tra lui e il mondo che, per analogo stereotipo, dovrebbe appartenere esclusivamente alla donna.

Poi passano per caso questi altri che mi dimostrano questa grande cazzata che gli uomini sono tutti uguali. Ci sono uomini che quando si rivolgono alla loro donna chiudono il resto del mondo al loro esterno, in generale tendono ad ascoltare una persona alla volta, staccano il cellulare quando giocano con i loro figli. Sono uomini che se mi sentono parlare di parità di condizioni, anche per i padri lavoratori, si fermano ad ascoltarmi e li vedo assentire e non alzare gli occhi al cielo come per dire "eccone un'altra di donna rompiballe". Ci sono uomini che mi confessano che vogliono rallentare, che non hanno più il tempo per fare le cose che li fanno stare bene, che hanno voglia di tornare a casa. Ci sono uomini appassionati di cibo, ma anche no, che fanno sedere i loro amici e improvvisano una cena senza presunzione, anche lì per dimostrare chi ce l'ha più duro. Ma ci sono anche quelli che non si limitano ad improvvisare per eccezione ma, semplicemente, lo fanno tutti i giorni. Ci sono quelli che si sporcano le mani della cacca dei loro bimbi, che si prendono i giorni di ferie che gli spettano quando la moglie partorisce e magari anche qualcosa di più.

Ci sono uomini che come le donne sono persone.